L’invecchiamento e la buona comunicazione con il paziente anziano

Gli studi condotti negli ultimi decenni hanno evidenziato che l’invecchiamento psichico non comporta un declino progressivo e irreversibile di tutti gli aspetti comportamentali, accompagnato da un’incidenza sempre maggiore della disabilità e invalidità, ma al contrario presenta, accanto al decadimento di certe funzioni, il conservarsi di altre e la compensazione da parte di altre ancora. Si ha un restringimento delle modalità esistenziali, come viene indicato da John Rybash con la possibilità di mantenere e anche accrescere le modalità residue. «Baltes ritiene sia possibile ipotizzare che l’invecchiamento non comporti una riduzione delle attività cognitive, ma una ottimizzazione selettiva delle capacità di adattamento. Si rileva inoltre che il pensiero definito da Piaget formale o delle operazioni formali – espressione del livello più elevato di maturazione mentale nel corso dell’accrescimento – può evolvere durante l’invecchiamento nel pensiero dialettico, caratterizzato da una nuova concezione della conoscenza e della realtà, dalla quale emerge la consapevolezza della natura relativa, non assoluta della conoscenza». Insieme a tutto ciò c’è anche l’accettazione delle contraddizioni e l’ambiguità della realtà, il riconoscimento che le caratteristiche fondamentali della realtà non sono l’equilibrio e la stabilità ma il disequilibrio e il cambiamento. «Nulla vi è di permanente, salvo il cambiamento», sosteneva Eraclito e «Un mutamento lascia sempre delle pietre in attesa per un nuovo cambiamento», affermava Machiavelli. È stato inoltre evidenziato come sul modo di invecchiare incidano molti fattori: genetici, educativo-culturali, economici, familiari e sociali, eventi e esperienze della vita, personalità e condizioni di salute. Una corretta comunicazione richiede l’integrità delle funzioni percettive, in particolar modo visive ed acustiche. Nel corso dell’invecchiamento il sistema psicosensoriale subisce alcune modificazioni fisiologiche che richiedono un adeguato adattamento. Talvolta si osservano eventi patologici nei quali si intrecciano le componenti organiche e psicologiche. L’esatta valutazione delle disfunzioni permette di elaborare ed applicare strategie, accorgimenti e interventi mirati e facilita modalità comunicative più coerenti ed efficaci. Inoltre, la percezione, almeno nei suoi aspetti globali, si conserva funzionale fino a tarda età, sulla base di un processo di compensazione dei deficit sensoriali attuato dai centri cerebrali. Numerose ricerche evidenziano che, pure in presenza di deficit visivi, molte persone sono in grado di conservare, almeno in termini globali, una capacità percettiva non inferiore a quella degli anni giovanili, riuscendo a compensare i deficit con strategie cognitive che suppliscono alla minore efficienza del sistema sensoriale. Per questo motivo è sempre necessario non perdere mai di vista l’obiettivo principale del lavoro con gli anziani, ovvero la stimolazione cognitiva da svolgere con diversi mezzi ma soprattutto utilizzando una buona comunicazione.

Leave a Reply

Your email address will not be published.*

RSA Ferrera Erbognone  Piazza Giordano Bruno Ferrera Erbognone (PV) | Powered by Advantis