
La vecchiaia, sappiamo che si caratterizza per molti cambiamenti a livello fisico e biologico. I principali segni di invecchiamento consistono nell’alterazione progressiva dei tessuti dell’organismo, nel rallentamento delle funzioni e nella diminuzione dei livelli di autonomia. In quest’ottica la vecchiaia appare come l’età in cui aumentano le probabilità di ammalarsi, anche di più patologie contemporaneamente, come conseguenza della condizione di fragilità e della riduzione delle difese immunitarie dell’individuo. I cambiamenti fisici nell’invecchiamento normale riguardano principalmente le caratteristiche fisiche e il funzionamento dei tessuti e degli organi, con particolare interessamento del sistema cardiovascolare e di quello nervoso (e dunque degli aspetti cognitivi); si tratta di cambiamenti che hanno un forte impatto a livello psicologico per l’individuo. «L’invecchiamento è caratterizzato da cambiamenti che interessano il sistema nervoso centrale: diminuzione irreversibile del numero dei neuroni (cellule del sistema nervoso), le quali quando muoiono non possono essere sostituite; rallentamento progressivo nella produzione di sostanze chimiche necessarie alla trasmissione degli impulsi nervosi; funzionamento sempre meno efficace dei meccanismi di regolazione che consentono la condizione di equilibrio tra singole funzioni; aumento progressivo nel cervello di cellule di sostegno che si sostituiscono ai neuroni; comparsa di placche, dette senili, esclusive dell’età avanzata; progressivo irrigidimento delle pareti dei vasi sanguigni, con riduzione dell’afflusso di sangue al cervello» (www.itineraanziano.it). L’avanzare dell’età comporta non solo mutamenti a livello fisico-sensoriale, ma anche una serie di cambiamenti nella sfera cognitiva. Le abilità cognitive che risentono in misura maggiore dell’invecchiamento sono: la capacità di mantenere nella coscienza, informazioni utili per essere utilizzate nei secondi successivi, memoria a breve termine e a lungo termine; la funzionalità dei processi uditivi e visivi; la capacità di rispondere velocemente a domande e richieste; la capacità di ragionare, costruire e risolvere problemi in nuovi contesti; la capacità di mantenere l’attenzione nel tempo. L’interrogativo che molti si pongono è il seguente: è possibile in qualche modo rallentare il processo degenerativo in special modo legato alla sfera cognitiva? Chi dovesse scoprire una molecola che possa influire in maniera importante sui processi di invecchiamento soprattutto a livello cerebrale consegnerebbe all’umanità davvero uno strumento importante. Oggi sappiamo che, almeno nelle fasi iniziali di decadimento cognitivo l’impiego di una dieta equilibrata e di integratori contenenti vitamina B sono certamente importanti ed anche mantenere interessi e la mente sempre allenata anche con semplici esercizi come la lettura di un libro, lo svolgimento di cruciverba o piccoli esercizi di scrittura, coltivare hobby come la pittura, la scrittura o il giardinaggio.