Decadimento cognitivo e l’importanza della stimolazione dei pazienti

Il decadimento cognitivo, o declino cognitivo, è un processo che avviene in maniera fisiologica nelle persone anziane. Le cellule nervose, così come tutte le altre presenti nell’organismo, subiscono l’inevitabile trascorrere degli anni: alcune aree del cervello si riducono, la circolazione sanguigna è alterata dal progressivo difettoso adattamento dei vasi cerebrali, che divengono sempre meno elastici. Tutti questi importanti cambiamenti causano il decadimento cognitivo, che si manifesta con sintomi ben evidenti: perdita di memoria, problemi di linguaggio, attenzione, apprendimento, di organizzazione di faccende ordinarie (e straordinarie), disorientamento spazio-temporale anche in luoghi familiari. A seconda della gravità del decadimento cognitivo, tali sintomi possono essere lievi o più accentuati. Visto che questa condizione, in alcuni casi, potrebbe degenerare in demenza senile o Alzheimer, è importante mantenere il cervello attivo e seguire buone regole di prevenzione. Prima di tutto bisogna avere uno stile di vita sano, fare attività sportiva regolarmente (adatta alle proprie capacità fisiche) ed esercitarsi con giochi di logica, memoria, calcolo, ed altre tipologie che possano allenare le funzioni cognitive. Tutto ciò viene costantemente applicato nella progettualità della nostra Rsa affinché attraverso questi esercizi si vada a rallentare il decadimento. «Proprio per questo motivo, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha ideato il concetto di “invecchiamento attivo”. Si tratta di una visione innovativa secondo cui gli individui, principalmente quelli in età avanzata, devono gestire in maniera proattiva la propria quotidianità con l’intento di migliorare la qualità della propria vita sotto tutti i punti di vista» (Fonte guna.com/it). Alcuni studi recenti hanno dimostrato che il declino cognitivo è correlato a determinati fattori di rischio: stile di vita sedentario, alimentazione non salutare, alcol e fumo, ipertensione, ipercolesterolemia, diabete, obesità, depressione, isolamento sociale. L’invecchiamento attivo contempla dunque l’abolizione (o almeno la diminuzione) dei fattori di rischio e la conduzione di uno stile di vita sano. Anche se la natura fa il suo corso, quindi, non è detto che si debba attendere passivamente che ogni funzione si esaurisca in via definitiva o parziale. Mantenere una buona salute del cervello è possibile e migliora notevolmente la qualità della vita dal punto di vista cognitivo, comportamentale, psichico e sociale.

Leave a Reply

Your email address will not be published.*

RSA Ferrera Erbognone  Piazza Giordano Bruno Ferrera Erbognone (PV) | Powered by Advantis