Psicologia dell’invecchiamento. La percezione è una dote empatica degli anziani

La psicologia dell’invecchiamento si occupa dell’anziano a livello complessivo. La modalità di invecchiamento è influenzata dalla personalità e dalle esperienze e la vecchiaia rappresenta la sintesi del significato dell’esistenza: è nella vecchiaia che si può raggiungere la saggezza. «Già nell’antichità si riteneva che la vecchiaia fosse sempre accompagnata da deterioramento mentale permanente, in particolare dal declino patologico delle capacità intellettuali e dell’adeguato controllo dell’emotività (demenza). Recenti ricerche hanno evidenziato la possibilità di sviluppare situazioni creative proprio nella vecchiaia; studi condotti con modalità diverse hanno dato risultati diversi rispetto al passato. La percezione è molto importante in questo senso ed è un fattore empatico molto utilizzato dagli anziani:  è la capacità di raccogliere le informazioni esterne attraverso i canali sensoriali. È quindi legata a due fattori: l’integrazione delle informazioni che avviene a livello del sistema nervoso centrale e l’assimilazione legata ai sensi (sistema nervoso periferico). La vista e l’udito sono spesso ridotte e influenzano negativamente la capacità percettiva. La percezione si mantiene costante nel processo di invecchiamento, il cervello cerca di compensare la difficoltà percettiva legata ad una perdita sensoriale stimolando i sensi rimasti integri (principio di conservazione). Con l’avanzare degli anni si affina la capacità di rispondere alla diminuzione L’anziano può mantenere la sua efficienza psichica globale se sfrutta le risorse residue, ad esempio mediante l’allenamento mentale, e se motivato» (Fonte Lisa Battelli psicologa e psicoterapeuta). Studi anatomo-patologici sul cervello mostrarono che nell’invecchiamento si ha una sclerosi progressiva. Eppure esistono dei casi in cui non sono presenti modificazioni cerebrali. Ciò a conferma della variabilità del processo di invecchiamento fra gli individui. Attualmente si ritiene possibile un recupero delle funzioni cerebrali. Fattori genetici, anche il sesso può essere un fattore predisponente (il maschio invecchia più precocemente). Educazione e livello culturale che consentono di trovare più facilmente delle alternative di vita alla pensione, di creare delle strategie di sopravvivenza. Benessere economico; Interazione e comunicazione. Comparsa di malattie invalidanti: l’anziano vive come intrinseca la sua malattia, il suo vissuto è che la malattia appartenga al suo destino. Stile personale di vita, cioè subire o vivere la vita. Eventi drammatici: ad esempio la scomparsa di figure di riferimento. Sradicamento dal proprio luogo di origine.

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