La violenza psicologica sugli anziani

Si parla spesso di violenza psicologica che le donne subiscono negli ambiti familiari, sociali o professionali. In poche occasioni si discute invece della violenza psicologica contro gli anziani. Violenza che, anche se non lascia cicatrici sul fisico, apre ferite profonde nell’animo e nella psiche di chi è più debole e incapace di reagire o di ribellarsi a ricatti, maltrattamenti. «Con il termine “violenza psicologica” si intendono tutte quelle tattiche vessatorie che logorano l’integrità fisica e mentale di una persona, ne destabilizzano l’autostima o mirano alla manipolazione» (Fonte cortivo.it). La violenza psicologica contro gli anziani può tradursi in minacce, urla ingiustificate, insulti, ricatti materiali o morali, affermazioni dispregiative, comportamenti denigratori, limitazioni della libertà di scelta, imposizione di abbigliamenti particolari, minacce. In alcuni casi la violenza psicologica è causata da una gelosia patologica che può sfociare in controlli maniacali della gestione della vita quotidiana dell’altro, indifferenza alle manifestazioni d’affetto, rimproveri, critiche avvilenti, controllo sulle azioni, sulle parole e sui pensieri della vittima. Altre volte è causata semplicemente dalla fatica, dalla preoccupazione e dal logoramento provocato dal doversi prendere cura giorno dopo giorno di una persona anziana e malata. Qualunque sia la causa, comunque, nessuna violenza psicologica può essere giustificata. È fuori dubbio che prendersi cura di una persona anziana, specialmente se affetta da importante decadimento cognitivo, è fonte di stress e la soglia di pazienza e necessario distacco professionale specie da parte del personale sanitario ed assistenziale che opera in una Residenza assistenziale per anziani con il passare del tempo possono abbassarsi. Tuttavia ciò, ovviamente non giustifica per nulla comportamenti che non siano in linea con il rispetto del paziente e con un accudimento oltre che professionale anche amorevole con pazienti fragili come gli anziani. Chi si accorge di avere accumulato troppo stress è necessario che ne sia consapevole e si prenda un necessario periodo di riposo. Convivere con la violenza psicologica è un vero e proprio incubo da parte di tutti. È una condizione che a poco a poco sgretola la vita delle persone e le rende succubi del giudizio altrui, le trasforma in soggetti insicuri, chiusi e infelici. La persona anziana, inoltre, per paura dettata dalla sua mancanza di autonomia o per oggettive difficoltà fisiche o cognitive è maggiormente esposta a questo rischio. Una situazione che in luoghi come le Residenze assistenziali per anziani non si devono mai verificare: al contrario una casa di riposo deve essere considerato un porto sicuro, un luogo in cui sentirsi tranquilli, sereni e soprattutto benvoluti.

 

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