L’invecchiamento con una corretta alimentazione ed idratazione

L’invecchiamento è un processo fisiologico valido per tutti gli esseri viventi e al tempo stesso è estremamente complesso dal punto di vista biologico. Dopo i 50 anni sia la statura sia il peso tendono progressivamente a ridursi, mentre si registra un aumento della massa grassa. Questa situazione riguarda 1 persona su 5 sopra i 50 anni, ed è associata a un aumentato rischio di disabilità, morbilità (presenza di più patologie) e mortalità e di fatto è dovuta alla contemporanea coesistenza di obesità e sindrome metabolica. «L’Italia è un paese dove la percentuale di persone anziane è altissima, questo perché l’aspettativa di vita è raddoppiata rispetto agli inizi del secolo scorso. Ma oggi giorno la durata della vita è passata in secondo piano, ed è la qualità della vita ad aver preso il primo posto negli ideali collettivi. Cosa mangiare? Quanta acqua bere e quanta attività fisica svolgere per migliorare la qualità della propria vita. Mentre per i ragazzi possono sembrare domande inutili, per gli anziani risultano quesiti fondamentali per vivere meglio. Tali abitudini incidono per circa il 70 per cento sulla durata e sulla qualità della vita e contribuiscono a determinare lo stato di salute di una persona nel corso della terza età. Tra i principali fattori che vengono tenuti in considerazione c’è l’alimentazione» (Font Buonissimo.It). I nutrizionisti indicano che per il paziente anziano è importante garantire un completo apporto di tutti i nutrienti con una dieta varia ed equilibrata e soprattutto non escludere alcun alimento (fatta eccezione per quelli che negli anni hanno determinato difficoltà digestive o problemi intestinali). Per un uomo anziano, il fabbisogno energetico giornaliero (ovvero la quantità di energia necessaria per far fronte alle funzioni metaboliche basali dell’organismo) si aggira sulle 2.000 Kcal, mentre per la donna è tra 1.700 e 1.800 Kcal. La dieta migliore è quella mediterranea con un equilibrato apporto di carboidrati, proteine e fibra.  Inutile sottolineare che uno dei punti fermi riguarda l’apporto di acqua specialmente durante l’estate. In particolare, l’acqua deve mantenersi intorno a 1,5 litri al giorno. Il suo apporto è fondamentale in tutte le fasi della vita, ma ancora di più oltre i 65 anni. Sono tre le ragioni che spingono a ud un rispetto così rigido di questa quantità: tendenza alla disidratazione (dovuta alla ridotta percezione del senso di sete che arriva dai recettori), aumento delle perdite urinarie di liquidi (dovuta alla diminuita sensibilità dei reni all’azione dell’ormone antidiuretico); riduzione complessiva dell’alimentazione a livello quantitativo. Si ricorda, infatti, che l’acqua arriva nell’organismo anche attraverso frutta e verdura. Con i nostri pazienti della Rsa una pratica molto importante e consolidata è quella dell’idratazione con distribuzione in vari momenti della giornata di succhi di frutta che invogliano a bere e ad assumere la giusta dose di liquidi.

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