L’invecchiamento e gli aspetti psicologici di questa fase della vita

Sappiamo che non tutti invecchiamo allo stesso modo: in alcuni soggetti, infatti, con l’avanzare dell’età compaiono disturbi intellettivi perlopiù a carico di linguaggio, (memoria, orientamento) e comportamentali di gravità tale da comportare la perdita di autonomia anche negli atti più semplici della vita quotidiana. «In questi casi non si tratta più di invecchiamento normale, ma di malattie del cervello, denominate demenze, che colpiscono il 6 % circa della popolazione mondiale ultrasessantacinquenne (circa 25 milioni di persone). Nella forma più comune di demenza, la malattia di Alzheimer, si verificano le stesse alterazioni della struttura cerebrale dell’invecchiamento normale (le placche senili e i grovigli neurofibrillari) ma in numero maggiore» (Fonte annaquagliapsicologa.it ). Quando una persona comincia a guardare indietro al proprio passato con nostalgia sempre più forte e al futuro con ansia e insicurezza allora si può dire che si è entrati nell’ultima parte della vita, cioè la senescenza. Volendo fare una descrizione dell’invecchiamento psicologico classico si può affermare con tranquillità dire che l’anziano si muove e pensa lentamente, non pensa più in modo creativo perché è ancorato a sé stesso e al proprio passato; apprende male e lentamente, anzi a volte non desidera affatto imparare cose nuove e ha in antipatia le innovazioni perché è legato alle proprie convinzioni personali e quindi vive senza aspirazioni, abbandonandosi ai ricordi. «Oltre a non avanzare, l’anziano spesso regredisce, entra in una specie di seconda infanzia, diventando sempre più egocentrico, disposto a ricevere più di quanto dà, irritabile, litigioso, capriccioso come i bambini (la parola rimbambito significa proprio “ridiventato bambino”)» (Fonte annaquagliapsicologa.it) . A livello psicologico vengono individuate alcune modalità di invecchiamento. Costruttività: un uomo dotato di senso dell’umorismo, tollerante, consapevole di sé stesso e con una infanzia felice, di solito accetta relativamente bene l’invecchiamento, il pensionamento e la morte, non ha eccessivi rimpianti e soprattutto riesce a guardare al futuro e a conservare la capacità di trovare piacere nei diversi aspetti dell’ultima fase dell’invecchiamento. Dipendenza: una persona ambiziosa, socialmente passiva, con buona capacità di osservazione, molto ottimista ma non pratica, tendente ad essere dominata dal partner, di solito è contenta di andare in pensione, adora le vacanze ed abbonda in cibo e bere, ma alla fine non è affatto soddisfatta di questo tipo di vita. Difesa: una persona con una vita professionale stabile, ben adattata, socialmente attiva, che ha sempre rifiutato aiuti, emotivamente molto controllata, abitudinaria, che agisce solo quando vi è costretta, di solito è molto spaventata dalla vecchiaia e quindi cerca di rimandare il più possibile il pensionamento non vedendone i vantaggi né gli svantaggi.  Ostilità: una persona lamentosa, sospettosa, aggressiva, spesso con vita professionale instabile, vede solo svantaggi nella vecchiaia, invidia molto i giovani e ha il terrore della morte. Ed infine ma non per ultimo Rifiuto di sé stesso: una persona sprezzante di sé stessa, molto critica, con poche ambizioni, socialmente ed economicamente in progressivo declino, con matrimonio spesso infelice e pochi hobbies, che si sente vittima delle circostanze, accetta di buon grado il fatto di invecchiare e non invidia i giovani, anzi spesso è stanco della vita e considera la morte come un sospirato sollievo.

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