Cambiamenti psicologici negli anziani e metodi per aiutarli a combattere l’isolamento

Solitudine, rabbia, depressione e sconforto: i cambiamenti psicologici che possono colpire una persona anziana sono molti. Fra le cosiddette patologie dell’invecchiamento rientrano malattie fisiche ben note, come quelle cardiovascolari e il diabete ad esempio. Ma cosa accade dal punto di vista psicologico? Quali sono le più comuni problematiche degli anziani? E come affrontarle o se è possibile come prevenirle? «L’invecchiamento è una parte inevitabile della nostra vita. Purtroppo però non sempre chi diventa anziano si sente sereno e appagato. Alcune persone vanno incontro a una serie di disturbi e patologie anche molto invalidanti. Talvolta a scatenare delle emozioni negative nell’anziano sono eventi come la perdita delle persone care, la progressiva perdita delle proprie funzionalità, il dover dipendere da altre persone per poter svolgere azioni un tempo considerate semplici» (Fonte benessereblog.it) . Anche le patologie fisiche mettono a rischio il benessere psicologico degli anziani, e lo stesso vale per il senso di solitudine che purtroppo accomuna molte persone in età avanzata. Con l’invecchiamento si arriva anche a provare una perdita di controllo sulla propria vita. Ciò è causato ad esempio dai sempre maggiori problemi alla vista e all’udito e da altri cambiamenti fisici. Anche i problemi economici possono portare a sviluppare emozioni negative come tristezza, ansia, minore autostima, per sfociare poi nel ritiro sociale. Tutti questi fattori possono portare a loro volta allo sviluppo di una condizione molto comune fra le persone anziane: la depressione. A fronte di questi possibili cambiamenti psicologici, come stimolare la mente di un anziano per far sì che possa vivere in modo sereno? Le statistiche ci dicono che gli anziani in buona salute tendono ad essere più soddisfatti e soffrono meno di problemi psicologici. Per questo motivo, è importante svolgere attività fisica e mangiare in modo sano, anche e soprattutto durante la terza età. Mantenersi attivi: anche mezz’ora di attività fisica al giorno può fare la differenza. Fare movimento fisico, anche come piccola ginnastica dolce permette infatti di preservare le funzioni fisiche e la propria indipendenza, migliorando anche l’umore. Non bisogna mai trascurare campanelli d’allarme, come abbassamento dell’udito o della vista. Fondamentale poi è impegnarsi in attività stimolanti e che possano davvero interessare: come disegnare, leggere una rivista, dedicarsi alla green therapy, ascoltare musica piacevole e, con l’aiuto dell’educatore creare momenti comunitari in cui cantare insieme e stimolare la memoria con ricordi vividi della propria vita.

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