
Nella fase finale di un disturbo da demenza senile è la costante vocalizzazione del paziente che esprime in questo modo il suo disagio. La vocalizzazione persistente è quel un disturbo comportamentale tipico delle forme di demenza, soprattutto dell’Alzheimer, che induce la persona malata a dire le stesse cose, o addirittura una sola parola o un solo suono, continuamente. La vocalizzazione è un sintomo tipico dell’ultima fase dell’Alzheimer, quando cioè i pazienti richiedono maggiore assistenza essendo poco o per niente autonomi. «Nella fase avanzata dell’Alzheimer si possono distinguere, a loro volta, due fasi. Durante la demenza, cosiddetta, molto grave i malati dimenticano il nome dei familiari e ricordano solo qualche episodio della loro vita trascorsa. La capacità di parlare e comprensione diminuisce e aumentano delusione, compulsione, agitazione e ansia. Questa fase ha una durata media di 2 anni e mezzo. Nella fase terminale i pazienti non riescono a parlare né a comunicare e richiedono assistenza totale perché completamente incapaci di esprimersi. Questo periodo dura mediamente 2 o 3 anni. È proprio in questa fase finale della malattia, quando la persona perde autonomia e i sintomi peggiorano, che diventano più frequenti anche i disturbi del comportamento, del pensiero e percettivi» (Fonte spezzalindifferenza.it). Secondo le statistiche, il 90% delle persone affette da forme di demenza presenta sintomi neuropsichiatrici, sebbene la frequenza e la gravità delle singole manifestazioni sia variabile in relazione allo stadio della demenza e alla eziologia (la causa della malattia). Bisogna tenere presente che dietro ogni disturbo comportamentale c’è il profondo disagio di una persona che si sente smarrita, che molto spesso soffre e non ha modo per esprimere il suo dolore se non con comportamenti o gesti come, per esempio, la ripetizione di suoni o parole. A volte, questi sintomi si possono curare o limitare con i farmaci, ma parlare con un medico specialista è importante per cercare di individuare le possibili cause del disagio e potendo così cercare una soluzione che non sia farmacologica. Per cercare di alleviare il dolore e diminuire fenomeni come quello della vocalizzazione persistente si può provare a scandire la giornata creando una routine e organizzando attività poco impegnative e di breve durata (per esempio anche una comunicazione empatica con il paziente o la stimolazione sensoriale aiutando la persona a comprendere piccoli gesti come il saluto od una carezza). Dare attenzioni personalizzate è quindi molto importante e, se possibile, è importante anche anticipare le richieste della persona malata.