
La psicoterapia cognitivo-comportamentale è indicata nel trattamento della depressione dei pazienti anziani assieme a quella di gruppo perché certamente ha una funzionalità importante. «Permette un sostegno da parte di soggetti sani, attenuano l’isolamento sociale, incoraggiano l’empatia condivisa e facilita il recupero delle capacità di decidere. Inoltre è stato dimostrato che gli schemi cognitivi disadattati giocano un ruolo importante nel mantenimento della depressione e dell’ansia specialmente nei pazienti in età avanzata». (Fonte teamatwork.org). L’educatore rileva con approccio empatico ed una presenza costante ma discreta I fattori che possono diminuire la risposta agli antidepressivi. Evidenziamo nei pazienti anziani la presenza di depressione con sintomi psicotici (depressione delirante) o con sintomi “atipici” (ipersonnia e iperfagia), della comorbidità (cioè presenza di altre patologie) con disturbi organici (decadimento cognitivo) e psichici (in particolare con disturbi d’ansia), nonché con l’abuso di alcol. Tuttavia anche gli schemi cognitivi consolidati e propri di questa età hanno un forte impatto sull’ansia e sulla depressione. In tale contesto va smentita decisamente la diffusa convinzione secondo la quale la vecchiaia sarebbe di per sé stessa la causa di un incremento della frequenza della depressione. Per non sovraccaricare eccessivamente il paziente con una terapia farmacologica e per avere maggiori risposte in termini di miglioramento e/o stabilizzazione del paziente la psicoterapia è fondamentale restando aperti ad una grande flessibilità nella modalità di intervento. Lo psicologo o l’educatore operano a livello individuale o con la terapia di gruppo. Creare un ambiente dove traspare umanità, dove anche l’attività più semplice come può essere l’ascolto della musica preferita si rivela particolarmente adatto al soggetto anziano depresso, polarizzato sulle sue difficoltà di guardare all’indietro nel suo passato, in quanto gli consente di deconcentrarsi su una sorta di pensiero negativo fisso al fine di facilitare la ripresa del contatto con i suoi simili. Lo scopo di tale tipo di terapia si prefigge di meglio comprendere le interazioni tra emozioni e comportamenti al fine di permettere una ristrutturazione cognitiva, che favorisca la motivazione e l’impegno in un funzionamento comportamentale più soddisfacente. La metodica che serve appare molto utile per l’età avanzata. «Pertanto sostenere che i sintomi depressivi non siano modificabili nella depressione nella vecchiaia attualmente non è più ammissibile». (Fonte teamatwork.org). La collaborazione costante in una Rsa tra l’équipe medico – infermieristica e l’area socio -educativa ed assistenziale è un elemento fondamentale.