Depressione senile e tecniche non farmacologiche per ridurre sentimenti di alienazione ed isolamento

La depressione senile, o anche “depressione involutiva”,  è un disturbo dell’umore molto diffuso nella popolazione anziana. La depressione in età geriatrica si manifesta frequentemente con disturbi somatici, disturbi dell’attenzione, della memoria, isolamento e apatia. La depressione si può manifestare a qualsiasi età, ma l’avanzare dell’età rappresenta un fattore di rischio. Nonostante esistano numerose cause della depressione senile, e la genesi del disturbo non sia mai riconducibile ad una sola causa, esistono alcuni fattori di rischio tra cui: familiarità con disturbi depressivi esposizione a eventi stressanti (lutti, pensionamento, perdita del lavoro) povertà, scarsa rete di supporto sociale presenza di malattie gravi una storia di depressione pregressa dolore cronico disabilità. La depressione dell’anziano presenta alcune caratteristiche che la distinguono, in parte, dalla depressione dell’adulto. «Mentre nel paziente adulto prevalgono maggiormente ideazioni e vissuti emotivi negativi (come tristezza, negativismo, disperazione etc.), il paziente anziano può manifestare principalmente il suo disagio attraverso sintomi somatici (mal di schiena, mal di gambe, problematiche gastro-intestinali etc.). I pazienti anziani con depressione possono mostrare più frequentemente apatia (ossia mancanza di interesse verso il mondo circostante) e tendenza all’isolamento, iporessia (perdita dell’appetito), a volte negazione del disturbo dell’umore, perdita della memoria e deficit dell’attenzione» (Marco De Bernardis primario neuropsichiatria ospedale Maria Luigia di Parma) . Spesso il pensiero dell’anziano che soffre di depressione è concentrato solamente sui sintomi fisici. Il paziente parlerà continuamente dei suoi dolori somatici, con frequenti preoccupazioni per la propria salute fisica, fino ad arrivare a veri e propri deliri ipocondriaci. Il nostro intervento non farmacologico sui pazienti affetti da depressione è una stimolazione cognitiva quotidiana, attraverso la Rot (Terapia di riorientamento) e interventi di riabilitazione individuale da parte dell’educatore professionale, delle infermiere e di Oss con il principale obiettivo che riguarda il potenziamento delle autonomie di base (igiene personale, alimentazione, cura di sé etc.) allo scopo di migliorare le capacità di autogestione del paziente. È importante migliorare il quadro depressivo e l’eventuale decadimento cognitivo (qualora presente) aumentando l’autostima e fornendo strategie utili al mantenimento di uno stato minimo di benessere e di limitare le ricadute con riduzione di sentimenti di alienazione e solitudine. Le strategie applicate sono la musicoterapia, la pet therapy con l’ausilio del gattino della struttura e la terapia occupazionale, come l’arte terapia (disegnare-colorare)

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