
Con il passare degli anni, soprattutto nei casi di anziani con un vissuto di traumi agli arti inferiori le cadute e l’equilibrio instabile sono fra i problemi clinici più comuni e possono causare fratture e lesioni che, in una percentuale significativa di casi, portano a immobilizzazione e mettono a rischio la vita. «Secondo i Centers for Disease Control and Prevention americani, le cadute sono la causa più comune di lesioni negli anziani, con più di un anziano su quattro che cade ogni anno: di queste cadute, una su cinque provoca lesioni gravi come ossa rotte o trauma cranico. Per questo è importante agire preventivamente, adottando tutte le precauzioni possibili per diminuire i rischi. Fra le cose che gli anziani possono fare per proteggersi c’è una ginnastica specifica: si tratta degli esercizi che migliorano l’equilibrio e la stabilità e che, quindi, riducono le cadute. Si tratta spesso di esercizi semplici che possono essere svolti in autonomia, oppure con la guida di un fisioterapista o psicomotricista. Più passano gli anni e più le probabilità di fare cadute e quindi di procurarsi dei traumi aumentano. Per quali ragioni? Bisogna però considerare che alcuni farmaci, problemi all’orecchio medio e perdita della vista , sono tutte tutti fattori comuni dopo una certa età-(fonte my-personaltrainer.it) Certe situazioni di disagio possono influenzare l’equilibrio, aumentando la probabilità di cadere. Anche la perdita di massa muscolare, per certi versi inevitabile con l’invecchiamento, rappresenta un problema non da poco: per avere una certa stabilità e un buon equilibrio, infatti, bisogna avere muscoli forti. Gli esercizi di equilibrio e forza possono aiutare a prevenire le cadute migliorando la capacità di controllare e mantenere la posizione del proprio corpo, sia durante il movimento sia quando si è fermi. «Un altro effetto collaterale della perdita di massa muscolare con l’avanzare dell’età? I muscoli diventano meno flessibili, il che ha anche un effetto negativo sull’equilibrio: infatti, la tensione nei muscoli del polpaccio può limitare il modo in cui si muove la caviglia e altera la meccanica quando si cammina, si passa dalla posizione seduta a quella in piedi e quando si salgono le scale o altre pendenze, portando facilmente a inciampare. Alla base delle difficoltà di stare a lungo in piedi potrebbero esserci anche caviglie rigide o deboli. Ci sono specifici esercizi di mobilità della caviglia che possono aiutare ad allungare e rafforzare le caviglie rigide» -(fonte my-personaltrainer.it) Molto interessante lo studio effettuato anche la correlazione tra la velocità di andatura nella terza età correlata con l’aspettativa di vita. Secondo un recente studio riportato dal Manuale “Msd” la velocità di deambulazione (velocità dell’andatura) rimane la stessa all’incirca fino all’età di 70 anni, quindi rallenta. La velocità di deambulazione è un potente fattore predittivo di mortalità, tanto quanto il numero di patologie mediche croniche e di ricoveri di un soggetto anziano. All’età di 75 anni, i soggetti che camminano lentamente muoiono 6 anni o più prima di quelli che camminano a velocità normale e 10 anni prima o più di chi cammina velocemente.