La dislessia nella terza età

La dislessia è una problematica che si evidenzia in fase di apprendimento nella prima infanzia.  Questo disturbo rende impossibile o notevolmente faticosa la lettura e impedisce di scrivere in modo corretto e leggibile. Determinate problematiche che vengono risolte nell’età evolutiva possono poi ripresentarsi durante le vecchiaia a causa di importanti deficit cognitivi.  «Gli esperti preposti al ruolo di diagnosi, trattamento e messa a punto di strumenti di valutazione idonei, nonché di adeguate strategie di compensazione, sono oggi al servizio di famiglie e insegnanti per favorire una maggiore integrazione e una corretta gestione dei disturbi diagnosticati. Per ciò che riguarda la dislessia acquisita, esclusi i casi in cui si siano verificati eventi patologici gravi (ictus, trauma cranico, ecc.), è stato dimostrato che l’invecchiamento celebrale comporta un progressivo affaticamento anche per ciò che riguarda semplici operazioni di calcolo, lettura e scrittura, e in generale nell’utilizzo del linguaggio» (fonte  lacittadellasociale.com). È dunque opportuno osservare nel soggetto anziano come vengono eseguite queste operazioni: laddove si notino un ritmo lento e cadenzato da lunghe pause, movimenti poco coordinati o tremori e, dal punto di vista grafico, direzione incerta e irregolare della scrittura, disuguaglianze, sovrapposizione, deformazione o progressivo rimpicciolimento delle lettere, è necessario, laddove possibile di operare per la riacquisizione delle abilità perse o temporaneamente rimosse. Diversi studi evidenziano alcune differenze nella dislessia in età adulta rispetto a quella in età scolare. I sintomi negli adulti si manifestano soprattutto attraverso difficoltà e lentezza nella lettura, problematiche di comprensione, difficoltà di memorizzazione e sintesi del contenuto letto. La dislessia negli adulti può condizionare anche il proprio stile di vita. Molte ricerche dimostrano che, nelle persone con DSA, sono più frequenti i disturbi del tono dell’umore e d’ansia. Tali soggetti hanno, spesso, ridotte aspettative di successo e meno perseveranza, un senso di impotenza e di inadeguatezza. «Molti adulti, poi, hanno problemi nel gestire il tempo, difficoltà di pianificazione e organizzazione, ortografia carente o un lessico poco adeguato. Meno frequenti, invece, gli errori di scrittura, resi meno incisivi grazie al percorso scolastico. La dislessia negli adulti può condizionare non solo il percorso di studi, ma anche le proprie scelte lavorative: individui dislessici potrebbero rinunciare a proseguire gli studi, oppure scegliere delle occupazioni al di sotto delle loro effettive capacità» (Fonte dottor Carlo Perissinotto dislessia.tv)

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