Un aspetto molto importante che riguarda l’invecchiamento è quello psicologico

Un aspetto molto importante che riguarda l’invecchiamento e che alle volte noi operatori del settore trascuriamo è quello psicologico dell’anziano che vive un invecchiamento “normale”, ovvero quel processo inevitabile che avviene in tutta la popolazione e che prevede modificazioni sia fisiche che psicologiche, cognitive e affettive, in una sostanziale stabilità del quadro di personalità senza particolari problematiche pisco-fisiche. Un’area particolarmente interessante è quella che concerne le emozioni, il loro riconoscimento e  gestione. «Una ricerca mostra come, per quanto riguarda il riconoscimento emotivo a partire dalle espressioni facciali, l’anziano subisca un decremento della capacità a riconoscere la paura, la rabbia e la tristezza,  un aumento della capacità di riconoscere il disgusto e prestazioni simili per ciò che riguarda le emozioni di gioia e sorpresa. Un altro aspetto particolarmente interessante è la descrizione di un paradosso che riguarda l’aspetto emotivo: gli anziani sembrerebbero essere meno reattivi fisicamente ed emotivamente agli stress interpersonali, reagiscono meno alle situazioni negative e ignorano meglio gli stimoli negativi irrilevanti, oltre che impegnarsi in strategie di conflitto meno distruttive» (Fonte polyedra.org Antonella Vagnoni psicologa Psicoterapeuta). Nel descrivere la personalità e le sue implicazioni durante un processo di invecchiamento sano, ci riferiamo in particolare a due filoni di ricerca: gli studi sull’evoluzione dei tratti di personalità nell’arco di vita e l’incidenza sull’invecchiamento e quelli sull’evoluzione della personalità sana e patologica nella terza età. In primo luogo, emerge come alcuni tratti abbiamo un’incidenza sulla qualità dell’invecchiamento: alcuni tratti di personalità, come l’eccessiva nervroticità, sono stati considerati dei trigger rispetto allo sviluppo di patologie in terza età. Al contrario, sembrerebbe che alcuni tratti possano favorire il mantenimento di capacità cognitive: la stabilità emotiva, l’apertura e l’estroversione consentono di mantenere una migliore prestazione a livello di fluenza verbale. «Alti livelli di estroversione e coscienziosità sono stati riconosciuti come fattori di protezione rispetto a disabilità negli anziani; mentre alti livelli di problematiche a livello di sbalzi di umore o e bassi di investimento sociale possono favorire il rischio di deficit cognitivi, disabilita e morte più precoce. un generale senso di benessere, e il senso di coerenza, ovvero la capacita dell’individuo di orientarsi e rispondere con adattamenti a situazioni problematiche e percepirsi negli eventi in modo attivo e consapevole, consentirebbero di vivere con positività l’invecchiamento, di accettare i nuovi ruoli e preverrebbero risvolti di ansia e isolamento sociale, purtroppo non infrequenti nella terza età» (Fonte polyedra.org Antonella Vagnoni psicologa Psicoterapeuta).

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