
Nell’ambito di un’analisi approfondita della nostra società l’aspetto che più balza agli occhi che la popolazione mondiale è composta da una percentuale notevole di anziani, il decadimento cognitivo è diventato un problema molto diffuso, poiché colpisce un numero sempre crescente di persone. «Proprio per questo motivo, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha ideato il concetto di “invecchiamento attivo”. Si tratta di una visione innovativa secondo cui gli individui, principalmente quelli in età avanzata, devono gestire in maniera proattiva la propria quotidianità con l’intento di migliorare la qualità della propria vita sotto tutti i punti di vista» (Fonte guna.com). Al momento non esiste una cura per il decadimento cognitivo, per questo motivo bisogna prevenire o rallentarne lo sviluppo attuando una serie di comportamenti che prevedono una partecipazione attiva alla propria salute (fisica, psichica e sociale). La capacità di concentrazione diminuisce con il passare degli anni perché le aree del cervello che assolvono tale compito hanno una ridotta attività. Ciò vuol dire che, rispetto ad un organismo giovane, il cervello anziano necessita di un lavoro più grande che coinvolge più risorse cerebrali, per evitare che le distrazioni prendano il sopravvento. Mantenere una buona salute del cervello è possibile e comunque migliora notevolmente la qualità della vita. Tra le varie attività si propone di fare calcoli a mente senza l’aiuto del calcolatore, avere una vita sociale e interagire con gli altri; leggere di più; Imparare nuove attività e crearsi un nuovo hobby. Quindi come si allena il corpo dal punto di vista fisico, anche la mente può essere allenata e mantenuta attiva Sin da bambini dovremmo stimolare il cervello a funzionare al meglio, per promuovere il suo corretto sviluppo e per prevenire deficit che si possono manifestare in età avanzata. «Alcuni studi recenti hanno dimostrato che il declino cognitivo è correlato a determinati fattori di rischio: stile di vita sedentario; alimentazione non salutare; alcol e fumo; ipertensione; ipercolesterolemia; diabete; obesità; depressione; isolamento sociale. L’invecchiamento attivo contempla dunque l’abolizione (o almeno la diminuzione) dei fattori di rischio e la conduzione di uno stile di vita sano» (Fonte guna.com). La memoria a breve termine, o memoria primaria, è quella utilizzata dal cervello per ricordare informazioni che servono nell’immediato, nel giro di pochi minuti, come una lista di cose da fare o da comprare al supermercato. Si può quindi sottolineare in maniera inequivocabile che il cervello gestisce questo tipo di informazioni diversamente dai ricordi a lungo termine e, proprio per questo, è più facile dimenticare nozioni apprese recentemente rispetto a quelle del passato. Nelle persone anziane tutto ciò avviene più frequentemente, a causa del fatto che le attività cerebrali subiscono un fisiologico calo graduale.