L’ischemia cerebrale una della patologie più frequenti tra gli anziani

Una delle patologie, con tutte le problematiche con tutto ciò che ne deriva  e  che colpisce la popolazione anziana è l’ischemia cerebrale, una condizione in cui il cervello non riceve abbastanza sangue da soddisfare i suoi bisogni metabolici. L’importante carenza di ossigeno può portare alla morte del tessuto cerebrale, e di conseguenza all’ictus ischemico. «L’ischemia cerebrale è una malattia causata dalla riduzione di apporto di sangue (e conseguentemente di ossigeno) al cervello. Esistono due forme di ischemia cerebrale. La cosiddetta ischemia focale è confinata in un’area limitata del tessuto cerebrale e può essere causata da un trombo o da un embolo che bloccano il flusso del sangue in un’arteria. L’ischemia globale coinvolge invece più zone del cervello ed è caratterizzata dalla riduzione o addirittura dall’interruzione del flusso del sangue verso quest’organo. Il risultato è sempre una carenza di ossigeno, che deve essere affrontata il prima possibile per evitare gravi conseguenze» (Fonte Humanitas salute). L’ischemia cerebrale può avere cause diverse e manifestarsi all’improvviso o come conseguenza di piccole avvisaglie nel corso di un periodo più o meno lungo di scompensi delle condizioni generali di salute. «Le cause più comuni sono rappresentate dall’aterosclerosi dei vasi che portano sangue al cervello; dalle malattie cardiache (in particolare la fibrillazione atriale) che possono determinare la formazione di emboli che attraverso il torrente circolatorio raggiungono i vasi cerebrali e li ostruiscono; dalla cosiddetta malattia dei piccoli vasi che determina occlusione di piccole arteriole e che riconosce come fattori predisponenti l’ipertensione arteriosa e il diabete. Vi sono poi cause più rare, come i difetti della coagulazione, alcune malattie genetiche, la dissecazione dei vasi cerebrali, l’utilizzo di alcuni medicinali e droghe» (Fonte Humanitas salute). L’ischemia cerebrale può presentarsi con sintomi di gravità variabile. Fra i principali si contemplano problemi alla vista (come cecità da un occhio e visione doppia); difficoltà a parlare; difficoltà a muoversi e a coordinare i movimenti; perdita di conoscenza; senso di debolezza a un braccio, a una gamba a una metà del corpo o esteso a tutto l’organismo. «Per prevenire l’ischemia cerebrale ci sono alcune buone pratiche che andrebbero poste in atto: non fumare, praticare un’attività fisica regolare, mantenere il peso nella norma, limitare il consumo di alcolici, seguire un’alimentazione sana a basso contenuto di sale e controllare regolarmente pressione e glicemia. Al di sopra dei 50 anni di età è utile effettuare un’ecografia delle arterie che portano sangue al cervello e effettuare un elettrocardiogramma e una visita cardiologica (specie se si soffre di palpitazioni). In presenza di fattori di rischio particolari può essere iniziata una terapia antiaggregante o anticoagulante sempre dietro prescrizione medica» (fonte Humanitas  salute)

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