Solitudine, rabbia e depressione. I mali degli anziani e come combatterli

Solitudine, rabbia, depressione e sconforto sono i cambiamenti psicologici che possono colpire una persona anziana . «L’invecchiamento è una parte inevitabile della nostra vita. Purtroppo però non sempre chi diventa anziano si sente sereno e appagato. Alcune persone vanno incontro a una serie di disturbi e patologie anche molto invalidanti. Talvolta a scatenare delle emozioni negative nell’anziano sono eventi come la perdita delle persone care, la progressiva perdita delle proprie funzionalità, il dover dipendere da altre persone per poter svolgere azioni un tempo considerate semplici».  (Fonte www.benessereblog.it)  Anche le patologie fisiche mettono a rischio il benessere psicologico degli anziani, e lo stesso vale per il senso di solitudine che purtroppo accomuna molte persone in età avanzata. Con l’invecchiamento si arriva anche a provare una perdita di controllo sulla propria vita. Ciò è causato ad esempio dai sempre maggiori problemi alla vista e all’udito e da altri cambiamenti fisici. Anche i problemi economici possono portare a sviluppare emozioni negative come tristezza, ansia, minore autostima, per sfociare poi nel ritiro sociale. Tutti questi fattori possono portare a loro volta allo sviluppo di una condizione molto comune fra le persone anziane: la depressione. «Ansia e depressione possono aprire la porta allo sviluppo di comportamenti che, a lungo andare, metteranno in pericolo la salute e la vita della persona anziana. Chi soffre di questi disturbi potrebbe ad esempio mangiare in modo eccessivo e scorretto. Un anziano che mangia troppo potrebbe andare incontro, a sua volta, a problemi come obesità e diabete. O al contrario, la depressione potrebbe causare inappetenza, per cui la persona anziana smetterà di mangiare o mangerà troppo poco. Si parla in tal caso di “anoressia geriatrica”» (Fonte www.benessereblog.it) . Per affrontare e prevenire i cambiamenti psicologici dell’anziano è importante  mantenersi attivi: anche mezz’ora di attività fisica al giorno può fare la differenza. Fare sport anche in misura non eccessivamente pesante, per esempio la psicomotricità e la ginnastica dolce permette infatti di preservare le funzioni fisiche e migliora anche l’umore. È importante anche impegnarsi in attività stimolanti che non necessariamente debbono essere calate dall’alto dall’educatore o dall’animatore ma che possono anche essere proposte dai pazienti.

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