Anziano o vecchio? In realtà non sono sinonimi ma due termini differenti

Capita spesso di usare i termini  anziano e vecchio come sinonimi, ma facendo dei dovuti approfondimenti si comprende che in realtà hanno significati molto diversi. L’anziano, infatti,  è chi ha raggiunto l’età avanzata, ha un’esperienza che deriva da tempi passati e per questo è considerato più saggio: la parola anziano indica una persona attiva che ha un sapere utile da trasmettere nella società. «Dire di qualcuno che è vecchio, invece, significa considerarlo molto avanti negli anni in contrapposizione al giovane, e quindi connotare negativamente la sua età. Nell’immaginario il vecchio ha un aspetto e delle abitudini tipicamente senili e gli anni non sono più un valore aggiunto per la comunità ma piuttosto un peso. Ecco perché viene tracciata una linea che separa l’anzianità, cioè il periodo in cui una persona con anni di vissuto ed esperienza vive ancora in modo attivo nella società, e la vecchiaia, quando gli anziani vedono i primi cambiamenti nei ritmi di vita. Eppure, quest’ultima fase si sposta sempre più avanti e la terza età oggi ha caratteristiche completamente diverse da quella di qualche decennio fa». (Fonte Ceteco.it) La ricerca in campo sociologico dimostra che da almeno una ventina di anni a questa parte le età della vita non sono più facilmente definibili e apparentemente la vita di un 70enne che ha curato la sua salute non è molto diversa da quella di un 50enne. «L’anziano può conservare una notevole efficienza psichica e, spesso, buone capacità di memoria, attenzione, logica e creatività si accompagnano a un fisico che per l’avanzata involuzione senile appare vecchio. Viceversa, si osservano persone anziane, che pur mantenendo caratteristiche fisiche relativamente giovani, mostrano i dolorosi segni del deterioramento mentale senile con la scomparsa della memoria» (Fonte sapere.it).  La popolazione italiana, inoltre, è tra le più longeve d’Europa: se la scienza fa iniziare la terza età quando una persona ha una speranza di vita di circa 10 anni, in Italia la vecchiaia arriva sempre più tardi, a circa 73 anni per gli uomini e 75 per le donne. «Questo è dovuto al continuo aumento dell’aspettativa di vita media, che sembra legato alla qualità del modo di vivere nel nostro paese. L’alimentazione sana, ricca di frutta e verdura, dell’area mediterranea, il clima e la possibilità di svolgere attività fisica all’aria aperta sono alcune delle condizioni che favoriscono la longevità. Grazie allo stile di vita che offre la penisola italiana, anche quando l’età avanza le persone godono di un certo benessere e possono sentirsi ancora parte della società» (Fonte Ceteco.it). Per alcuni, infatti, uno dei fattori determinanti per capire quando inizia la terza età è la sensazione di non essere più utili per la propria famiglia e per la propria comunità. Ma in tale visione anche in un contesto di istituzionalizzazione mantenere l’autonomia e la salute e ai propri interessi è un fattore assolutamente fondamentale.  I consigli dei geriatri riguardano proprio la capacità degli ultra sessantenni e settantenni di mantenersi giovani grazie a uno stile di vita attivo.

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