
Con l’avanzare dell’età una delle problematiche che colpisce gli anziani è l’osteoporosi. L’osteoporosi è una malattia che indebolisce le ossa, rendendole fragili e più soggette a fratture. «In Italia, secondo l’ultima indagine Istat, dichiara di avere questa malattia solo il 4,7% della popolazione totale e il 17,5% delle persone con oltre sessantacinque anni. Il risultato è simile a quello emerso dal più recente studio epidemiologico multicentrico nazionale, “Esopo”, secondo cui il 23% delle donne di oltre 40 anni e il 14% degli uomini con più di 60 anni ha l’osteoporosi. Le fratture (rotture parziali o totali dell’osso) causate da questa malattia si verificano soprattutto nelle zone del polso, delle vertebre e nella parte del femore vicina all’anca (parte prossimale del femore). Tuttavia, possono interessare anche il braccio, le costole o il bacino» (Fonte epicentro.iss.it). L’osteoporosi è una condizione caratterizzata dalla diminuzione della massa ossea e dal deterioramento della microarchitettura del tessuto osseo: questo porta a un aumento della fragilità ossea e conseguente aumento del rischio di fratture, che si verificano soprattutto nelle zone del polso, delle vertebre e del femore prossimale. Ma l’aspetto più interessante è che solo una donna su due affetta da osteoporosi sa di esserlo. Stessa mancanza di consapevolezza su questa patologia riguarda un uomo su cinque. «Il 50% delle persone che pensano di essere ammalate di osteoporosi non lo sono, mentre la metà di quelli realmente affetti dalla malattia non sa di esserlo. A questo bisogna aggiungere che in Europa l’Italia ha la maggiore percentuale di ultra-65enni: 18,3% contro il 15,7% della Gran Bretagna e il 16,6% della Germania. Dati e stime della situazione europea mostrano che il numero di fratture del femore previste è in costante aumento: solo nelle donne si stima di passare dalle oltre 300 mila nel 2000 a quasi 800 mila nel 2050. Per questo le raccomandazioni dell’Unione europea del 1998 sottolineano che la lotta all’osteoporosi debba essere considerata come uno dei maggiori obiettivi per la salute».(Fonte epicentro.iss.it). Per tale motivo la prevenzione svolge un ruolo fondamentale: prevenzione che nel caso nell’osteoporosi deve cominciare in età precoce in modo particolare nell’adolescenza, quando l’apporto di calcio attraverso gli alimenti viene assorbito dall’organismo e contribuisce effettivamente al consolidarsi della densità ossea, così come è necessario che giovani e bambini partecipino regolarmente ad attività fisiche sin dalla scuola materna e durante tutto il percorso scolastico dalle medie alle superiori. In seguito gli esperti della medicina dello sport raccomandano attività fisica, anche minima, come camminate a passo lungo o jogging almeno per una mezzora al giorno.