
Secondo a recenti dati dell’Istat l’Italia continua ad invecchiare a causa della bassa fecondità e una longevità sempre più marcata. Al 1° gennaio 2022 l’indice di vecchiaia (rapporto percentuale tra anziani di 65 anni e più e giovani di età inferiore a 15 anni) è pari a 187,9%, aumentato in vent’anni di oltre 56 punti. Anche nei prossimi decenni si prevede che l’invecchiamento continuerà: l’indice raggiungerà quota 293 al 1° gennaio 2042. Gli anziani di 65 anni e più sono 14 milioni 46mila a inizio 2022, 3 milioni in più rispetto a venti anni fa e pari al 23,8% della popolazione totale. Nel 2042 saranno quasi 19 milioni, il 34% della popolazione. gli ultra-ottantenni superano i 4,5 milioni mentre la popolazione con almeno cento anni raggiunge le 20mila unità, valore quadruplicato negli ultimi vent’anni. Nel 2042 gli ultra-ottantenni saranno quasi 2 milioni in più e gli ultra-centenari triplicheranno, raggiungendo le 58mila e 400 unità. La pandemia Covid ha avuto un impatto rilevante su tutte le componenti delle dinamiche demografiche. La perdita di popolazione ascrivibile alla dinamica demografica negativa è stata pari a 658mila residenti tra il 1° gennaio 2020 e il 31 dicembre 2021, mentre il deficit è risultato doppio rispetto a quello riscontrato nel biennio 2018-2019 (-296mila). «In questo contesto risulta molto importante accrescere sensibilmente il numero di specializzandi in geriatria, promuovere la geriatria quale materia di insegnamento nei corsi di Scienze infermieristiche e diffondere la conoscenza delle problematiche peculiari della riabilitazione in età geriatrica nei corsi di laurea in Fisioterapia e terapia occupazionale» (Fonte Ansa.it, Canale salute) Sono queste le strategie per riuscire a far fronte all’assistenza degli anziani non autosufficienti. È sperabile poi una stretta integrazione tra servizi sanitari e sociali così da ottimizzare la resa operativa. Questo concetto è mutuabile anche in una realtà come quella di una Rsa dove la collaborazione ed il lavoro in team «La disabilità va inoltre di pari passo con la multi morbilità: Il geriatra è un medico in grado di valutare e gestire i bisogni tipici della terza età in tema di salute. Il compito spesso è reso difficile dal fatto che non è raro, dopo i 65 anni, riscontrare contemporaneamente più problemi di salute che richiederebbero l’intervento di specialisti diversi. Il geriatra evita inoltre che l’assunzione contemporanea di più farmaci finisca per scatenare effetti collaterali o produrre interazioni pericolose» (Fonte Humanitas.it). Fra le patologie con cui un geriatra si trova più spesso ad avere a che fare sono incluse: artrite, diabete, difficoltà nelle interazioni sociali, disturbi della memoria, inclusa la malattia di Alzheimer. Ipertensione, malattie cardiovascolare patologie cognitive. Il geriatra evita inoltre che l’assunzione contemporanea di più farmaci finisca per scatenare effetti collaterali o produrre interazioni pericolose».