La creazione di una solida rete sociale

Quando parliamo di benessere della persona anziana, generalmente a venirci in mente in primo luogo è l’aspetto della salute intesa come funzionalità fisica: il decadimento del corpo e delle sue funzioni è il più evidente segno del tempo che passa, ma non è il solo aspetto su cui agire per vivere bene gli anni delle terza età. «E’ indubbio che nel futuro prossimo del nostro Paese, dove la tendenza all’invecchiamento ha ingranato una marcia decisamente alta, le reti di assistenza, gli strumenti di prevenzione delle patologie e l’apparato medico di cura rappresenteranno la triade di una progettualità da rinforzare con ogni mezzo sul lungo periodo, ma di pari passo va ricordato quanto siano di sostegno a un invecchiamento attivo anche tutte le iniziative per il mantenimento di una autonomia e di una indipendenza della persona anziana anche sul fronte cognitivo e psicologico, a partire dalle reti sociali» (fonte disabili.com). La qualità della vita, è ormai dimostrato, passa anche per la qualità delle nostre relazioni sociali: sia familiari che informali, fatte di amicizie e reti di vicinato. L’anziano può ritrovare, o non perdere affatto, un certo desiderio di vita con ricadute positive sulla sua salute fisica  anche grazie alla possibilità di avere ancora un ruolo sociale. Mantenere quindi una vita attiva seppur nei limiti delle proprie patologie anche all’interno di una Rsa può contribuire alla partecipazione e alla indipendenza della persona anziana, così importanti per la propria realizzazione personale e per percepirsi non come un peso, ma utili a sé e agli altri. Per realizzare questo importante progetto non sono necessarie grandissime attività che possono risultare faticose non solo dal punto di vista fisico ma anche psicologico da parte del paziente. È sufficiente creare i presupposti anziché l’ospite riesca con piccoli esercizi di vario genere ma semplici (stimolazione cognitiva, giochi di gruppo, gioco di indovina parole) dove riesca ad ottenere risultati positivi per coltivare la sua autostima. Procedendo per gradi ed avendo cura di calibrare la difficoltà degli esercizi a seconda delle capacità dei pazienti, si riesce nel tempo ad ottenere ottimi risultati. All’interno del gruppo di anziani è importante individuare un leader democratico riconosciuto e stimato dagli altri. Con il suo appoggio l’educatore riuscirà meglio a far passare al resto del gruppo il concetto di utilità di quello che si va a svolgere per una ottimizzazione del risultato. Una rete solida si caratterizza per la fiducia e le persone anziane che vengono aiutate  progressivamente ad uscire dalla solitudine.

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