
Dopo che un paziente è stato sottoposto a cure dovute ad una malattia di medio – lungo decorso o è stato ricoverato in ospedale sarà costretto a letto nella maggioranza dei casi per permettere il recupero fisico nel quadro diagnostico. Nella restante parte dei casi, se parliamo di un anziano, egli si sentirà da sé particolarmente stanco, causa anche la riduzione della funzionalità muscolare, sistemica e scheletrica caratteristica dell’età avanzata. «In questo caso il riposo a letto è uno dei primi rimedi che adotterà per recuperare le forze e puntare alla guarigione. ll prolungarsi dell’allettamento genera una sindrome detta, per l’appunto, da allettamento o ipocinetica. A causa della sindrome ipocinetica, vi sono numerose conseguenze cui bisogna preoccuparsi. Si parla di riduzione della funzionalità muscolo-scheletrica, del sistema respiratorio, gastroenterico, cardiocircolatorio, urinario nonché neurologico. Le patologie più associabili a tale sindrome sono quelle dell’apparato: muscolo-scheletrico: artrosi, artrite, osteoartrosi, fratture singole e multiple; respiratorio: ad esempio a carico dei polmoni; gastroenterico: riduzione della motilità intestinale, ulcere da posizione sdraiata, ecc.; cardiocircolatorio: scompensi cardiaci, aneurismi, ictus, infarti; urinario: minore sensazione di minzione, problemi alla vescica; neurologico: depressione, demenza, neuropatie periferiche, indigenza; altre patologie: riduzione della vista, malnutrizione, effetti collaterali dei farmaci, piaghe da decubito» (fonte safecare24.com). Bisogna incoraggiarlo a stare correttamente seduto nel letto, mediante ausilio di cuscini o di letti ad hoc. La postura seduta, non solo riduce i disturbi associabili all’equilibrio, ma permette anche lo stimolo al movimento, Si può programmare un set di posizioni per non stancare il paziente ma nemmeno spingerlo all’immobilità, ovvero: il movimento dalla posizione supina al fianco destro, per poi procedere a quella seduta a 90° tra colonna e gambe (ogni 2 ore), poi posizione sdraiata e fianco sinistro. Solo se si ritenga necessaria e gradita, si può far stare la persona prona nel letto. È importante per la persona, laddove sia possibile, non incorra in questa sindrome per non sovrapporre la patologia o malattia conclamata alle conseguenze del ridotto movimento. Pertanto si promuove una mobilizzazione precoce mirata al ripristino della salute dopo un ricovero ospedaliero o una malattia invalidante. Specialmente in Rsa dobbiamo avere una attenzione particolare a questo aspetto che rappresenta un capitolo di assoluto rilievo per il benessere dei nostri pazienti.