
Non tutte le Rsa sono pronte ad accogliere ospiti affetti da demenza grave o malattia di Alzheimer. Per questo stanno nascendo da qualche anno a questa parte i cosiddetti nuclei Alzheimer. Un nucleo Alzheimer può essere presente all’interno di una RSA (residenza sanitaria assistenziale) e può offrire formule di ricovero sia permanente che temporaneo. Attualmente la nostra Rsa NON È PROVVISTA DI QUESTO SERVIZIO. Il nucleo Alzheimer è attrezzato in modo adeguato alla gestione dei disturbi del comportamento e dotato di idoneo sistema di sicurezza anti-fuga con speciali codici di accesso alle porte. Deve avere un minutaggio assistenziale minimo pari a 1220 minuti settimanali per ospite; personale dell’équipe assistenziale specificatamente formato. Inoltre è necessario un adeguato supporto psicologico agli operatori al fine di contenere lo stress lavoro-correlato e il fenomeno del burn out; collegamento con la rete dei servizi per le demenze, in particolare con i Centri per i disturbi cognitivi e demenze. Inoltre le Rsa con il nucleo Alzheimer hanno la disponibilità di particolari farmaci con molecole in grado di intervenire efficacemente sulla patologie. Nelle normali Rsa invece i medici possono utilizzare solamente olanzapine che agiscono temporaneamente solo su alcuni sintomi ma non sulla malattia. «Nel caso delle RSA, l’obiettivo della presenza di un nucleo Alzheimer è essenzialmente quello di creare un gruppo di ospiti con le medesime esigenze che risiedono nello stesso spazio creato ad hoc per tutelare l’integrità sia fisica che psichica dei pazienti. Normalmente, la permanenza all’interno del nucleo Alzheimer di una RSA presenta una quota corrispondente alle spese di degenza che viene coperta dal Servizio Sanitario Regionale, ed una quota per le spese socio-assistenziali che sono, invece, a carico dell’utente. Un nucleo Alzheimer, infatti, ha anche l’obiettivo di valutare lo stadio della demenza senile, fornire un supporto psicologico ai caregiver familiari ed effettuare una riabilitazione tanto funzionale quanto cognitiva, con esercizi mirati a consolidare e recuperare le facoltà ancora attive del paziente» (Fonte peranziani.it). L’utilizzo di appositi comunicatori, in combinazione con i tag wireless indossabili, rende possibili diversi scenari, quali per esempio il controllo del vagabondaggio tramite notifiche o tramite il blocco delle porte, per impedire l’uscita dei pazienti dalle aree sicure. I tag personali possono essere facilmente programmati tramite profili personalizzati, per impedire l’accesso a determinate aree a pazienti specifici o in certe fasce orarie. Il nucleo Alzheimer si configura come una struttura protetta e come un ambiente adeguato per la cura di questo particolare genere di patologia.