Nell’antica Cina la vecchiaia era considerata il Paradiso della vita

Great Wall of China at the Jinshanling section.

Il problema della terza età e quarta età oggi è quella legata alla povertà ed alla solitudine. Lo Stato suffraga la solitudine? A volte lo fa con ottimi esempi di residenze socio assistenziali comunali come la nostra o anche con Rsa private ma controllate dagli Ambiti territoriali sanitari.  «In tempi antichi – scriveva  Andrea Camilleri – come dicevano i poeti, c’era l’ “orrenda vecchiaia”, ma nello stesso tempo gli anziani erano i depositari del sapere e della saggezza e con esse la possibilità di trasmetterle alle generazioni a venire. Oggi di saggezza sembra non ci sia più bisogno, se ne fa tranquillamente a meno; il sapere, invece, si acquisisce attraverso internet. I vecchi se hanno la fortuna di avere nipoti che li amano allora hanno sicuramente una ragione per la loro lunga esistenza, altrimenti…». Quando vai a vedere a fondo le cose, ci sono Paesi in cui la geriatria è al potere. Ad esempio in Italia e anche in Cina, dove le cose ora pare stiano lentamente cambiando. «Sì – scriveva Dino Buzzati – gli anziani a volte sono noiosi, hanno la deprimente abitudine di ripetere le cose dette un’ora fa, sempre le stesse. Le schiene ricurve, le labbra raggrinzite che si infossano per la mancanza dei denti. E quel continuo addormentarsi sulle poltrone». Eppure raccontano che nell’antica Cina la vecchiaia fosse il paradiso della vita, tanta era la venerazione per coloro che, avendo percorso l’intera tappa, si avvicinavano al grande esame. Oh, se gli uomini fossero più furbi, se pensassero al loro vero vantaggio anziché alle più inutili idiozie, essi offrirebbero ai vecchi i beni più preziosi della terra. «Dico a voi, giovani presuntuosi – conclude Buzzati che vi illudete di essere i soli a capire i problemi del mondo e che i vostri padri siano una massa di cretini. Un giorno, pensateci, essi erano esattamente come voi, avevano i vostri stessi muscoli, se non di più, il vostro passo atletico, le vostre speranze, avevano anche loro i riccioli biondi. Ora sono diventati curvi, fragili, calvi, ma la differenza è ben poca, cari miei, trenta o cinquant’anni soltanto, un respiro, un niente. Non dimenticatelo, quando vi passa vicino un anziano col bastoncello. Guardatelo con attenzione piuttosto; egli è il vostro ritratto. Domani, dopodomani, prima che abbiate fatto in tempo a prendere le misure, voi uscirete a piccoli passettini come lui»

 

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