
Succede sovente per i cambiamenti corporei dell’adolescenza, quelli geografici che avvengono durante la prima età adulta e quelli familiari e di carriera che possono verificarsi durante la mezza età, ma anche molte delle modifiche dello stile di vita dell’età avanzata, come la pensione, i lutti in famiglia e tra gli amici, possono causare un disturbo alimentare. La presenza di svariati fattori stressanti durante questa fase della vita, infatti, lascia emergere il rinnovato desiderio di avere qualcosa da poter controllare. «Tuttavia, i disturbi alimentari sono difficili da identificare negli anziani, poiché molte condizioni più comuni legate all’età, come la perdita del gusto e la demenza e un accesso limitato alle risorse alimentari, possono causare problemi alimentari. Inoltre, i medici che lavorano con gli anziani sono stati educati a considerare i disturbi alimentari come la causa di sintomi quali debolezza, vertigini e disidratazione. Individuare un disturbo alimentare in età avanzata può essere un problema, dal momento che il trattamento si differenzia da quello che si effettua per i disturbi alimentari in altre fasi della vita, anche se le conseguenze del deficit nutrizionale un sistema immunitario debole, un lento recupero dalle ferite, ansia, deficit cognitivi, muscoli e ossa indeboliti e aumento del rischio di cadute sono le stesse. L’alimentazione non andrebbe trascurata in qualsiasi momento della vita, soprattutto quando si è anziani» (fonte Psicologia in rete). Se si ha qualche dubbio sulle abitudini alimentari di un anziano vanno presi in considerazione questi suggerimenti degli esperti. A seconda della causa della perdita di peso o di declino nutrizionale, è possibile insegnare all’anziano nuove strategie per aiutarlo. Se, ad esempio, il cibo non ha un buon sapore come in passato, si consiglia la sperimentazione di spezie che contribuiscono a renderlo di nuovo gradevole. Se, invece, l’anziano non mangia abbastanza perché depresso o affetto da demenza, il trattamento di questi disturbi può aiutare a migliorare le abitudini alimentari. Se il problema risiede nell’accesso alle risorse alimentari, possono risultare utili servizi di consegna dei pasti e se vi sono difficoltà nella preparazione del cibo, si può ricorrere a cibi precotti o attrezzature in grado di ridurre tali difficoltà. Se, invece, si tratta di un disturbo alimentare, è necessario rivolgersi ad un professionista della salute mentale. Trattamenti come la terapia cognitivo – comportamentale è efficace con i disturbi alimentari, in ogni fascia d’età. In ogni caso come amiamo sempre sottolineare nei processi comportamentali rassicurazioni da parte degli operatori e la creazione di un clima accogliente e familiare in Rsa possono fare molto per il benessere psico fisico di un anziano.