Vecchiaia e declino psicofisico. Consigli per lavorare meglio con pazienti che hanno queste problematiche

La vecchiaia ed il declino psico fisico nel tempo comportano la diminuzione diverse capacità come: l’attenzione, l’apprendimento, la memoria, la funzione esecutiva, il linguaggio, la funzione percettivo-motoria e la cognizione sociale. A queste possono aggiungersi anche alterazioni comportamentali che mettono in seria difficoltà il personale di una Rsa come la nostra che se ne prende cura. Sono segnali da non sottovalutare per noi operatori che lavoriamo a stretto contatto con gli anziani. Sono campanelli d’allarme che ci indicano un decadimento cognitivo e di conseguenza il declino verso i vari gradi di demenza senile.  Ci sono dei piccoli accorgimenti che vanno presi in considerazione nella cura di queste patologie In modo particolare «nelle fasi iniziali dello sviluppo della malattia è importante non sostituirsi all’anziano nello svolgimento anche dei piccoli compiti quotidiani, esso va incoraggiato a fare da solo, fin quando è possibile, altrimenti c’è il rischio di creare un eccesso di “disabilità”» (fonte gruppo Sage). Capita di frequente che l’anziano possa mettere in atto comportamenti aggressivi fisici o verbali, in questi casi sarebbe opportuno non intervenire “sgridarlo” in quanto non ha gli strumenti per comprendere. La rabbia espressa spesso è una manifestazione del suo disagio o della sua paura  quindi è importante ridurre al minimo le situazioni che possono essere vissute come minacciose. Con l’anziano che inizia a presentare i primi segni di decadimento non vanno messe in atto strategie di eccessiva protezione in quanto questo potrebbe portare a peggiorare il suo senso di emarginazione ed isolamento. Può essere utile cercare di coinvolgerlo il più possibile nella vita quotidiana stimolandolo a dedicarsi ad interessi e hobby e a praticare attività fisica. Risulta solitamente scarsa la sua tolleranza alle frustrazioni di conseguenza sarebbe meglio evitare scontri e contraddizioni. Le cose si possono proporre aspettando un momento più adeguato. Un altro aspetto particolarmente compromesso può essere la memoria. Mantenere la memoria residua dell’anziano è possibile utilizzando alcuni supporti come ad es.: mettere bene in vista le fotografie dei congiunti, di grandi dimensioni e recanti i loro nomi; contrassegnare le porte delle camere. Un consiglio poi rivolto alle operatrici ed agli operatori Asa, Oss, personale infermieristico, fisioterapico ed educativo. Se svolto con serietà è molto impegnativo e faticoso dedicare gran parte della giornata lavorativa a pazienti con demenza quindi investire tempo e spazio in attività piacevoli per sé, che possono “rigenerare” può essere di aiuto anche per una buona gestione del lavoro. In tutto ciò è fondamentale utilizzare una comunicazione fatta di gesti e parole che possano trasmettere vicinanza e mantenere un dialogo.

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