La memoria a breve termine

Una delle problematiche maggiori che qualsiasi persona incontra nel percorso di invecchiamento è la riduzione della memoria a breve termine. La memoria a breve termine può essere definita come il meccanismo di memoria che permette di trattenere una quantità limitata di informazioni per un breve periodo di tempo.  Essa contiene temporaneamente le informazioni elaborate, poi svanisce o, passa nella memoria a lungo termine. Così, la memoria a breve termine ha due proprietà principali: una capacità limitata e una durata finita. «Le memorie a breve termine sono legate al fatto che un’esperienza viene mantenuta in un circuito formato da varie cellule cerebrali (neuroni) e dai loro prolungamenti, sotto forma di una blanda attività elettrica che continua a percorrere questo circuito diverse volte finché questa attività non stimola la formazione di contatti stabili tra cellula e cellula e in alcuni casi la produzione di sottili prolungamenti che “chiudono il circuito” in una catena di neuroni. Già a un non anziano se gli viene chiesto di ricordare una serie di 10 cifre, molto probabilmente ricorderà da 5 a 9 numeri. Questo avviene perché la quantità di informazioni che può mantenere la memoria a breve termine è di 7 elementi con una variazione di 2, per eccesso o difetto». Naturalmente, la capacità memoria a breve termine è leggermente variabile, in modo che ci sono persone con capacità ancora maggiore o minore. Può anche variare a seconda del materiale da ricordare (influenzata dalla lunghezza delle parole, il significato di stimoli emotivi e altre differenze individuali). Inoltre, se si elaborano o raggruppano le informazioni il numero di elementi che si possono ricordare aumenta. Ad esempio, quando ricordando un numero di telefono, possiamo raggruppare le cifre a coppie o a tre cifre. La memoria a breve termine agisce come una delle porte d’accesso alla memoria a lungo termine , o come un “magazzino” che ci permette di conservare le informazioni di cui non avremo bisogno in futuro, ma di cui abbiamo bisogno nell’ immediato. Questo implica che il danno alla memoria a breve termine può ostacolare l’acquisizione di nuovi ricordi nella memoria a lungo termine. In caso di danni solo alla memoria a breve termine,  si perde la capacità di conservare le informazioni nel breve tempo in cui lavora. Quindi, non siamo riusciti a capire le parole di una certa lunghezza e, naturalmente, ci perderemmo nel corso della conversazione. Con gli anziani ci sono una serie di esercizi semplici che possono essere svolti per contenere la perdita della memoria a breve termine: per esempio già a partire dal tardo pomeriggio farsi raccontare un breve resoconto della loro giornata. Da parte dell’anziano ci sarà una doppia gratificazione: da un lato il fatto che vede il nostro interessamento nei suoi confronti e d’altra parte dare il via ad un importante esercizio mnemonico che può risultare assolutamente utile.

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