
Coinvolgere l’anziano in attività ricreative ha una grande importanza anche dal lato sociale; infatti è fondamentale che questo si senta parte integrante della società stessa e non come se questa stesse andando avanti senza di lui, deve sentirsi al passo coi tempi La scelta dei giochi da proporre agli anziani non è immediata come sembra, infatti per aiutare questa decisione è stata recentemente creata una nuova figura professionale: l’animatore per anziani. Sarebbe ideale che gli anziani ricoprissero un ruolo attivo nelle attività, e non che siano sottoposti in maniera passiva a giochi e attività pensati appositamente per loro. «I giochi per anziani devono essere calibrati sulle loro abilità fisiche e psicologiche, possibilmente evitando quelli che potrebbero affaticarli o demotivarli. Inoltre, gli obiettivi di questi passatempi per anziani devono essere quelli di socializzazione, valorizzazione e svago dell’anziano. Un altro consiglio è quello di diversificare le attività ricreative per anziani in modo tale che ognuno possa avere la possibilità di cimentarsi in qualcosa di nuovo; vi suggeriamo di prediligere, in generale, i giochi che favoriscono un’atmosfera serena e allegra, atti a migliorare l’autostima dell’anziano e, non solo, ne migliorino la mobilità fisica evitando uno stile di vita troppo sedentario» (fonte Safe Care 24). Fondamentale per l’anziano è fare esercizi che attivano le capacità intellettive e operative mentali, pensare capire e ricordare. Più il cervello funziona, più lavora e meno si rovina, meno si deteriora. Bisogna farlo allenare in modo costante e continuo, come si fa con il movimento del corpo. Come si fa? Con un lavoro che si chiama operativo. In pratica la mente deve fare operazioni mentali di: confronto, associazione, elaborazione, assimilazione, seriazione, classificazione, rappresentazione. Anche di memoria. Quando c’è un danno neurologico dell’attività mentale è compromessa, non bisogna fare a meno dei giochi. Vanno sempre presentati, solo in forma più semplice. Più è grave l’anziano, più assomiglia a un bambino piccolo. Quando è molto grave, è come se fosse molto piccolo. Quindi bisogna fare tutto ciò che si fa con un bambino molto piccolo. E dargli degli stimoli e giochi che si danno ai bambini molto piccoli. Per esempio, nel caso di danno neurologico molto grave, che lo obbliga al letto, assomiglia al bambino del primo anno di vita, che non si può muovere. Quindi faremo le cose che facciamo con il bambino piccolo. Usiamo i suoni, gli odori, i rumori, i colori. È più sensibile al tatto, ha bisogno di essere toccato, di sentire l’altro attraverso il contatto. Ha bisogno di suoni dolci, musiche lente, morbide, leggere, come il carillon. Non sopporta rumori pesanti, forti, intensi. Ha bisogno di odori, di profumi del passato. È più vicino all’inconscio come il bambino piccolo.