L’ansia nell’anziano, fisiologica, patologica e come intervenire

Un fattore con cui gli anziani devono fare i conti è l’ansia. Possiamo distinguere uno stato d’ansia fisiologica da una condizione d’ansia patologica. «Il termine ansia fisiologica o normale si riferisce a uno stato di apprensione e di “tensione psichica” che si verifica di fronte a un’esperienza con significato di segnale d’allarme, avvertita come pericolosa e minacciosa, e che determina una mobilizzazione e un potenziamento delle capacità operative personali allo scopo di utilizzare la migliore strategia di gestione possibile. Il termine ansia patologica o angoscia si riferisce, invece, a una condizione nella quale la reazione di attivazione conseguente a uno stimolo è quantitativamente esagerata, viene perduto il finalismo, diminuisce l’efficacia delle prestazioni, con conseguente incapacità ad affrontare la minaccia» (fonte Prof. Federico Baranzini psichiatra e psicoterapeuta). Appare determinante, in quest’ultimo caso, la sproporzione esistente tra le proprie capacità di risposta e l’entità dello stimolo che si deve affrontare. Nell’ambito del percorso della vita l’esperienza di minaccia e pericolo non trova come unica fonte il mondo esterno, ma anche e soprattutto un mondo interno che è caratterizzato da rappresentazioni, conflitti, fantasie e ricordi che possono amplificare l’intensità della stimolazione o sostituirsi completamente ad essa producendo ansia o angoscia. È  spesso difficile distinguere oggettivamente l’ansia normale da quella patologica perché questo confine presenta un’estrema variabilità. Nell’anziano sono di maggiore riscontro le sindromi fobiche, la sindrome d’ansia generalizzata e la sindrome ossessivo-compulsiva. La sintomatologia può insorgere per la prima volta anche in tarda età, oppure può essere già presente e rappresentare l’acuirsi di uno stato di disagio. Nelle cause dei disturbi d’ansia negli anziani entra in gioco, in modo preponderante rispetto alle altri fasi della vita, il fattore di ordine psicologico e psicodinamico. Di conseguenza di fronte a un anziano ci si deve sempre domandare se i suoi sintomi e segni d’ansia possano venire o no attribuiti a eventi negativi della vita. Per tale motivo è sempre molto importante indagare su eventi stressanti passati e eventi critici del presente dell’ospite dialogando con lui/lei infondendo fiducia e tranquillità. Può capitare che la causa che provoca l’ansia di un anziano all’interno di una Rsa sia determinata da fattori momentanei di disagio e che una volta individuati possano far regredire lo stato ansioso. In casi più complicati, ovviamente è opportuno rivolgersi al medico di struttura, il quale potrebbe valutare anche consulenze specialistiche.

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