L’aumento della popolazione anziana ci sprona a migliorare la qualità dei servizi in Rsa e sviluppare una maggiore professionalità

L’aumento della popolazione anziana per effetto dell’allungamento della vita media si accompagna a un profondo mutamento degli stili di vita, delle aspettative e della qualità di domanda dei servizi (non soltanto dei servizi alla persona). La stessa prospettiva, relativamente alla domanda dei servizi, viene spesso vissuta con preoccupazione dagli addetti ai lavori. Le attività di Rsa come la nostra sono tutte interrogate dal processo di invecchiamento, e spinte quotidianamente a migliorare la qualità della vita assicurata agli ospiti di oggi e di domani. Tutto  dipende dalla volontà di mettersi in gioco, di innovare profondamente le diverse pratiche sia nell’accudimento fisico che a livello di vicinanza umana e di approccio agli anziani, ma soprattutto nella capacità di integrarle. Occorre porre al centro delle attenzioni in primis l’individuo nel suo contesto, intervenendo su suo modo di essere, sulla qualità della vita urbana, con un cambiamento radicale nella concezione stessa delle infrastrutture, della mobilità, della comunicazione, degli scambi relazionali e commerciali, ed anche del “lavoro di cura” e la valorizzazione degli Operatori sociali per i quali è opportuno sviluppare una specifica strategia di formazione, che li renda consapevoli dell’importanza del loro intervento. Dobbiamo raggiungere anche la consapevolezza che l’’invecchiamento è un processo che parte dalla nascita e la qualità della vita nelle diverse età determina la qualità della vita degli anni seguenti. In questo senso è strategica la consapevolezza che le politiche sociali future non vanno rivolte alla sola popolazione anziana, ma si connettono inevitabilmente ad interventi durante tutto l’arco della vita, che riguardano la comunità nel suo insieme ed il suo equilibrio.  Anche da questo deriva il carattere strategico che assume per il futuro del nostro gruppo di lavoro  per affrontare i mutamenti connessi al processo di invecchiamento e nell’apertura al territorio che è già iniziata con il progetto “Collaboriamo” in maniera molto produttiva nei Comuni di Ferrera, Valeggio e Galliavola. «Disegnare un modello di contrasto all’isolamento sociale delle persone anziane comporta una definizione e ricerca in termini di individuazione dei fattori di rischio, del target (quale anziano?), nonché delle strategie da mettere in campo. Bisogna innanzitutto osservare che la fragilità va individuata analizzando il tessuto entro il quale tali elementi convivono, e ciò in accordo con un approccio integrato al problema» (Piergiorgio Possenti, Responsabile Servizi Sociali Eas 6 Gran Sasso, L’Aquila).

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