La sindrome da burnout colpisce chi lavora nel settore assistenziale. Come riconoscere i sintomi e contrastarla

Il burnout è una sindrome legata allo stress da lavoro che conduce all’esaurimento delle proprie risorse psico-fisiche, alla manifestazione di sintomi psicologici negativi (per esempio apatia, nervosismo, irrequietezza, demoralizzazione) che possono associarsi a problematiche fisiche (come cefalea, disturbi del sonno, disturbi gastrointestinali). Questa problematica può colpire qualunque lavoratore anche i più esposti al rischio sono coloro che svolgono professioni di assistenza quindi medici, infermieri, psicologi, educatori, animatori, Oss, assistenti sociali. «È una sindrome riconosciuta come “fenomeno occupazionale” dall’OMS (Organizzazione mondiale della sanità) nel maggio del 2019 ma non ancora come una condizione medica. Le persone in burnout si sentono prosciugate ed emotivamente esauste, incapaci di far fronte alle richieste del lavoro, stanche e giù di morale e sentono di non avere abbastanza energia» (fonte ospedale Maria Luigia, Monticelli di Parma). Possono iniziare ad essere cinici verso i colleghi o verso i destinatari della propria attività lavorativa (ad es. verso i pazienti). Allo stesso tempo iniziano a distanziarsi emotivamente, mostrando un deterioramento progressivo dell’impegno nei confronti del lavoro. il burnout peggiora le performance lavorative, riducendo la motivazione, la concentrazione e la creatività. Generalmente quando si iniziano ad avvertire i primi sintomi del burnout la prima risposta è quella di cercare di scacciare le sensazioni di stanchezza e di esaurimento facendo leva sulla forza di volontà. Questo tentativo però, tendenzialmente, peggiora la situazione. Per affrontare il burnout è necessario modificare il proprio stile di vita e il proprio modo di vivere il lavoro. Alcuni consigli pratici sono migliorare le relazioni sul posto di lavoro; avere relazioni più positive sul posto di lavoro, con colleghi, superiori e sottoposti riduce il rischio di burnout e aiuta a gestirlo. Trovare equilibrio tra vita privata e vita professionale: una vita dedicata completamente al lavoro aumenta il rischio di burnout. Trovare altre fonti di soddisfazione (nelle relazioni interpersonali, in un hobby, nel volontariato aiuta a vivere più serenamente anche il lavoro. Riposarsi; andare in ferie, svagarsi, dedicare il giusto tempo al riposo sono spesso antidoti importanti per il burnout come anche fare attività fisica: l’attività fisica regolare è un ottimo strumento di gestione dello stress. Se, nonostante tutti gli accorgimenti sopra elencati il burnout non regredisce è necessario rivolgersi ad uno specialista psicoterapeuta.

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