In Italia cresce il numero degli over 65. Il futuro sta nel migliorare la qualità della vita degli anziani

In Italia  c’è una quota crescente della popolazione italiana over 65. Da recenti dati Istat riferiti al 2021 abbiamo circa 17milioni di cittadini che corrispondono a queste caratteristiche. Sono parecchie le patologie collegate all’età, i problemi psicologici e le implicazioni sociali: per questo serve prevenzione e impegno, sia da parte degli enti pubblici che da quelli privati. «È necessario che ciascuno compia scelte di responsabilità” dice Marco Trabucchi presidente dell’Associazione Italiana di Psicogeriatria – Aip. Ciò significa agire su almeno tre piani. 1) Dedicare molta cura alla sfera fisica, dall’attività motoria alla prevenzione delle malattie croniche e alla cura delle stesse quando compaiono, senza diventare schiavi della medicina, ma non rinunciando a seguire le indicazioni di medici preparati e responsabili, soprattutto per patologie come il diabete e l’arteriosclerosi. 2) Esercitare attività psichica: bisogna restare collegati con il mondo e con le sue evoluzioni. 3) Mantenere le dinamiche relazionali e affettive, anche con le attività lavorative quando disponibili e adatte alle condizioni di salute». Tutto ciò però rischia di non essere realistico, non diviene cioè patrimonio di chi invecchia, se il tempo che resta da vivere non assume un significato, se diviene solo la gestione stanca di eventi che si susseguono. Il periodo della vita che è la vecchiaia e le conseguenze concrete  che questa mancanza provoca un cambio di marcia specie dalle strutture che si occupano del loro benessere. Gli anziani richiedono un’intensa attività di assistenza con un importante dispendio energetico, emotivo ed economico. Inoltre, una parte della popolazione anziana risulta affetta da malattie degenerative come la malattia di Alzheimer la cui cura diventa ancor più onerosa per le famiglie e le strutture socio sanitarie. La relazione di cura con queste persone rappresenta una sfida in particolare per chi lavora nell’ambito socio-sanitario. Sostanzialmente tutta la sfera che attiene alle patologie legate alla demenza senile, sono da considerarsi un momento in cui mettere alla prova tutta la professionalità di coloro che come noi lavorano in una Rsa per anziani. Il rendere anche gli ospiti più problematici protagonisti del loro tempo e farli sentire al centro delle nostre attenzioni, che devono andare al di là della routine lavorativa, e cogliere la parte emozionale degli assistiti. Si rileva come le strutture sanitarie del nostro paese siano in affanno nell’organizzare e gestire una assistenza adeguata sia per accompagnare gli anziani in buona salute, sia per prendere in carico quelli gravati da numerose comorbidità. Esiste il problema del riconoscimento della  dignità della persona anziana e si ravvisa contemporaneamente la necessità di una “preparazione” alla vecchiaia che preveda  corretti stili di vita ma anche approfondisca  e coltivi  il significato della vita e del tempo stesso.

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