
Alcuni ricercatori dell’ Università inglese di New Castle in uno studio pubblicato sul periodico specializzato “Age and Ageing”, la rivista della British Geriatrics hanno evidenziato come da qui al 2035 raddoppierà il numero di persone anziane con 4 o più patologie croniche. A partire dai 65 anni, vivremo circa i due terzi degli anni guadagnati con quella che viene definita multi-morbidità complessa, cioè con più patologie. Aumenteranno inoltre del 180% il numero di persone anziane che riceveranno diagnosi di tumore e del 118% coloro che avranno una diagnosi di diabete. Inoltre, artrite e tumori vedranno un forte aumento della prevalenza. E’ quanto affermano in sintesi i ricercatori del Regno Unito. I dati e le riflessioni fatte per il sistema sanitario inglese possono essere importanti facendo un parallelo con la situazione in Italia, considerato un paese tra i più longevi d’Europa. «La professoressa Carol Jagger, docente di epidemiologia dell’invecchiamento presso l’Institute for Aging, che ha coordinato e sviluppato il modello di simulazione di invecchiamento della popolazione (PACSim), evidenza come “Gran parte dell’aumento di quattro o più malattie, che noi definiamo multi-morbosità complessa, è il risultato della crescita della popolazione di 85 anni e oltre. Più preoccupante, il nostro modello mostra che i giovani di oggi, futuri anziani di età compresa tra 65 e 74 anni, avranno più probabilità di avere due o tre malattie rispetto al passato. Ciò è dovuto alla maggiore prevalenza di obesità e inattività fisica che sono fattori di rischio per più malattie» (Fonte Nbst, Network bibliotecario sanitario toscano). Nel Regno Unito l’assistenza sanitaria è stata costruita, e in genere rimane centrata, sul trattamento delle singole malattie. La specialista Jagger aggiunge: «Questi risultati hanno enormi implicazioni su come dovremmo considerare la struttura sanitaria e le risorse per il futuro». Il tutto è molto valido anche in Italia, Un modello di assistenza sanitaria incentrato su una singola malattia non è adatto per i pazienti con diverse patologie. Ci deve essere un focus sulla prevenzione delle malattie e sull’erogazione di servizi sanitari su misura per i pazienti con diverse patologie. Queste considerazioni hanno una valenza ancora più importante se prendiamo in considerazione il periodo della pandemia e l’importanza rappresentata dalla vaccinazione anti Covid. Le persone anziane, anche sane, hanno difese immunitarie più basse rispetto alle altre fasce d’età, di conseguenza questa pratica si è rivelata assolutamente importante. Un valido sistema per mantenere le difese immunitarie ad un giusto livello di guardia, è quello, in residenze per anziani come la nostra, di creare un ambiente di vita per i nostri ospiti all’insegna della cordialità, dell’armonia, del benessere fisico ma anche mentale. Il buon umore stimola la formazione di serotonina. La serotonina è una sostanza (neurotrasmettitore) sintetizzata dal nostro organismo che interviene in alcuni importanti processi fisiologici. Oltre a regolare il ritmo sonno/veglia, il senso di fame, la motilità intestinale e per l’appunto il buon umore che innalza le difese immunitarie.