
Un capitolo importante e che dobbiamo sempre tenere in considerazione nelle sue varie sfaccettature per una corretta cura degli anziani, è quello che riguarda il decadimento cognitivo. Come noto i primi segnali di declino possono riguardare il linguaggio, oppure l’alterazione del comportamento. Possono accadere dei comportamenti impulsivi non osservati dalle regole sociali, può altresì verificarsi una totale disinibizione verbale e del comportamento. «I sintomi cognitivi più comuni possono essere: decadimento della memoria, quindi sono compromesse la capacità di apprendere, conservare e utilizzare quando necessario informazioni e conoscenza difficoltà nel linguaggio, grazie a cui si interagisce e si comprende ciò che gli altri dicono riduzione dell’attenzione, che permette di focalizzare la nostra energia verso uno stimolo» (fonte Santagostino psiche). Fondamentale è il compito di setacciare informazioni e gestire diversi compiti allo stesso tempo rallentamento del ragionamento logico che permette di utilizzare più informazioni per sciogliere i problemi riduzione progressiva delle abilità percettive come la capacità di identificare, riconoscere e utilizzare con efficacia uno specifico oggetto riduzione delle abilità di movimento (prassiche), con cui è possibile realizzare sequenze motorie più o meno complesse. Ad esempio preparare una caffettiera, oppure curare la propria igiene personale e vestirsi. Oltre ai sintomi cognitivi, col decadimento cognitivo possono emergere sintomi comportamentali, la cui insorgenza varia da individuo a individuo. Tra i più comuni ci sono: depressione, dunque una eccessiva presenza di emozioni negative rivolte a sé, al mondo e al futuro, ed aggressività fisica e verbale, diretta all’altro o verso sé presenza di deliri, ovvero delle convinzioni errate e assurde che risulta difficile mettere in dubbio, e allucinazioni, cioè percezioni visive o acustiche di elementi assenti nell’ambiente circostante irritabilità, intesa come tendenza ad arrabbiarsi facilmente, o al contrario apatia, ovvero la mancanza di iniziativa e motivazione nel fare le cose o anche nel sentire le emozioni affaccendamento motorio aberrante, che consiste nella messa in atto di sequenze motorie consecutive e ripetitive senza alcuno scopo labilità emotiva, ovvero la facilità a deprimersi, irritarsi, ridere o essere apprensivi. Come comportarsi di fronte a simili atteggiamenti e comportamenti da parte di ospiti della nostra Rsa che evidenziano o hanno evidenziato a livello episodico simili tipologie comportamentali? Fondamentale innanzitutto è quello di mantenere calma e freddezza, mantenere un tono di voce basso e trasmettere con in nostro comportamento tranquillizzante un senso di rilassatezza per tamponare l’eventuale momento di ansia ed agitazione dell’ospite. Ovviamente se il grado di ansia o delirio non è gestibile ed è continuativo nel tempo si deve ricorrere a terapie farmacologica prescritta dal medico ed eventualmente ricorrere ad un consulto specialistico.