
Come comportarsi con anziano con demenza senile se non è più in grado di dirti come si sente o quali siano le sue percezioni? Non è semplice, ci vuole tanta pazienza, ma si sono anche tecniche consolidate che si imparano sul campo. Dobbiamo, innanzitutto affinare la nostra capacità di ascolto ed essere più attenti al suo comportamento per cogliere i segnali che ci vuole inviare. La difficoltà nello stare accanto a una persona affetta da demenza è che questa scardina tutti i presupposti relazionali sui quali ci siamo basati per tutta la vita. Gesti semplici del quotidiano come un “per favore” e un “grazie” spariscono, anzi l’anziano potrebbe rifiutare anche con violenza il tuo prendersi cura di lui. La quotidianità per chi accudisce una persona affetta da demenza, o “caregiver” come spesso vengono indicati coloro che si occupano di persone non autosufficienti, spesso può essere un percorso faticoso, doloroso e gettare nello sconforto. E allora può succedere che all’apice della fatica si finisca per prendersela con la persona malata di demenza per poi subito pentirsene, in un’alternanza di stati d’animo che non fanno bene a nessuno dei due. Non ci sono regole, non ci sono manuali da seguire, ciascuna situazione è un caso a sé. In questo articolo riporto alcuni suggerimenti estrapolati dai molti articoli presenti in rete. Nel sito www.alzheimersreadingroom.com abbiamo trovato questa sorta di decalogo applicabile nella cura dei malati di demenza riportare qui:
Anche per le persone anziane esiste la figura dello psicologo può essere estremamente importante nell’affrontare i numerosi cambiamenti che si sono verificati e che verificano di continuo: l’interrompersi dell’attività lavorativa, nuove nascite che ingrandiscono la famiglia, malattie e lutti che colpiscono chi gli vive accanto; il proprio stato di salute. Restare soli. Momenti che possono portare stress e destabilizzazione emotiva ed avere un impatto sugli equilibri che fino a quel momento avevano garantito un certo tipo di vita. Lo psicologo esperto nel lavoro con l’anziano può fornire un supporto anche ai familiari della persona con demenza o decadimento cognitivo.