Un migliore stile di vita mirato a diminuire l’uso dei farmaci nella terza e quarta età

Uno studio effettuato dall’Organizzazione mondiale della sanità ha evidenziato un accrescimento dal 45% fino al 65% dal 2013 al  2020, con un incremento esponenziale nell’uso dei farmaci che è in continuo aumento tra gli over 60. La domanda, come direbbe qualcuno, che sorge spontanea è se è possibile prevenire e invertire questa tendenza. Intanto dando un’occhiata alle cause di quanto detto sono molteplici e in gran parte modificabili. Tra queste, le più indagate sono: lo stile di vita, i danni da fumo di sigaretta, l’inquinamento ambientale, la dieta, la epigenetica (regolazione “modificabile” della attività o meno di geni difettosi), il grado di attività fisica, il ruolo della flora intestinale e la predisposizione a malattie secondo il genere (esempio  la prevalenza di osteoporosi nella donna oppure di malattie cardiache acute nell’uomo prima dei 60 anni). Specifici studi scientifici evidenziano che l’ equilibrio interiore, la serenità d’animo e l’impiego di alcune tecniche di rilassamento possono favorire una regressione delle placche aterosclerotiche nelle arterie coronarie.  Anche la musica gioca un ruolo positivo a favore del benessere psico-fisico. E qui entra in gioco l’intervento educativo di animazione e la terapia occupazionale che ha una rilevanza assolutamente importante nella cura dell’anziano in generale, ma a maggior ragione dell’anziano in casa di riposo. Il ruolo dell’educatore, coadiuvato da Asa, Oss e personale assistenziale è fondamentale. Altrettanto importante è un modello alimentare variato ed equilibrato, tipo dieta mediterranea, che deve comprendere anche i circa 40 nutrienti essenziali (cioè non producibili dal nostro organismo): il tutto attuato con la dovuta moderazione e fondato su un corretto stile di vita. «Negli ultimi anni si è data sempre più importanza alla flora batterica intestinale (microbiota), di cui ognuno di noi è dotato per circa 1,5 chilogrammi. Si è dimostrato infatti una stretta correlazione tra questa struttura con il nostro cervello, il sistema immunitario, il colesterolo circolante, il diabete  tipo 2, la fragilità e le cronicità nell’anziano; esiste inoltre un legame diretto ed interdipendente fra alimentazione e microbiota. Sono comunque necessari approfondimenti e conferme in questo ambito che sembrerebbe rappresentare un promettente settore di ricerca per contrastare efficacemente alcune patologie croniche» (Fonte dottor Fabrizio Franchi ordine dei medici di Piacenza). L’attività fisica regolare, con specifici meccanismi recentemente evidenziati, gioca un ruolo positivo importantissimo sulla salute di molti organi e sistemi del nostro corpo: sistema cardio-circolatorio (a cominciare dalla pressione arteriosa), sistema nervoso (prevenzione declino cognitivo), sistema immunitario, salute osteo-articolare e muscolare, metabolismo (esempi: controllo diabete, riduzione depositi adiposi). La sedentarietà invece condiziona un aumento del grasso addominale, predispone alle infiammazioni croniche, alla demenza, alla depressione, al diabete tipo 2, al tumore intestinale e mammario. L’anziano non solo per la coesistenza di malattie croniche ma anche per non adeguati stili di vita, malnutrizione o eventi stressanti (povertà, isolamento sociale, lutto) potrebbe andare incontro a un processo di invecchiamento “accelerato” che conduce ad uno stato di fragilità, caratterizzato da alcuni sintomi come perdita di peso involontario, facile affaticamento, diminuzione della forza muscolare e della velocità del cammino, e ridotte capacità “funzionali”; il tutto lo rende più vulnerabile di fronte ad eventi acuti anche di moderata entità, e predisposto a disabilità. «La fragilità configura una nuova tipologia di malattie, le cosiddette Sindromi geriatriche. E’ una terminologia che comprende anche le cadute, lo stato confusionale, l’incontinenza urinaria, la ridotta “performance” funzionale ed altre condizioni. La fragilità, oltre che per sé stessa ma anche come predisponente ad altre Sindromi geriatriche,  andrebbe individuata il più precocemente possibile per poterne identificare le cause e attuare i corretti interventi preventivi» (Fonte dottor Fabrizio Franchi ordine dei medici di Piacenza).

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