
Uno studio della rivista scientifica Life ha rimarcato che, quando arriva quel periodo dell’anno in cui c’è il cambio di stagione, in particolare tra estate ed autunno, gli anziani faticano ad adattarsi al cambiamento. Gli sbalzi improvvisi di temperatura possono causare stress, ansia, nervosismo, sonnolenza o difficoltà a dormire, sintomi che si accentuano nei soggetti affetti da demenza senile, Alzheimer, o disturbi ansiosi-depressivi. Questo cambiamento non riguarda solo l’aspetto psicologico, ma anche quello fisico, poiché l’organismo ha bisogno di tempo per adattarsi alla variazione. Esistono però dei rimedi che permettono agli anziani di vivere il cambiamento in modo meno pesante. «Il Disturbo Affettivo Stagionale, in inglese Seasonal Affective Disorder (SAD), è uno squilibrio che interessa secondo gli studi ben 3 milioni di persone in Italia, con incidenza maggiore per le donne rispetto gli uomini. Questo disturbo appartiene ad una branca delle patologie depressive, che però si manifestano solo per specifici periodi dell’anno in special modo il passaggio tra estate ed autunno. Diverse sono le cause della SAD, ma la principale è legata all’accorciarsi delle giornate. Quando il sole tramonta presto e la quantità di luce è minore rispetto all’estate o alla primavera la produzione di neurotrasmettitori e ormoni, rispettivamente serotonina e melatonina, viene alterata destabilizzando l’equilibro del cervello» (fonte Life). Alcuni studiosi hanno evidenziato che il collegamento tra lo squilibrio chimico del cervello e la mancanza di luce, è confermata dall’insorgenza del disturbo nelle popolazioni che vivono in una determinata area geografica. Il riferimento è stato relazionato per tutti quei paesi del nord Europa che subiscono maggiormente l’accorciarsi delle giornate e la diminuzione delle ore di luce. Infatti secondo le statistiche, più si vive lontani dall’equatore, più la popolazione soffre della patologia, tanto da raggiungere il picco del 10% degli individui nei paesi scandinavi. I sintomi di questi disturbi si evidenziano in alcuni comportamenti specifici come la Preferenza nel restare soli ed evitare occasioni per socializzare; non avere voglia di svolgere le attività quotidiane o i soliti passatempi; Irritabilità e nervosismo; senso di stanchezza e sonnolenza diurna; insonnia o ipersonnia (mancanza o eccesso di sonno); maggiore appetito o indifferenza al cibo. Una persona affetta da SAD lasciata a sé stessa può sviluppare: disturbi alimentari, scarsa cura di sé e dell’ambiente in cui si vive, abbandono della terapia farmacologica, angoscia, depressione e per i casi più gravi tendenze autolesionistiche. Consigli per affrontare il cambio di stagione. Essendo la SAD una patologia di cui ancora non si conoscono tutte le cause, non è nota una terapia univoca che vada a risolvere i sintomi per tutti. In particolare negli anziani il trattamento può variare da soggetto a soggetto. Ci sono però delle linee generali che i familiari o chi si occupa del paziente possono attuare per diminuire il rischio d’incorrere nel Disturbo Affettivo Stagionale. La prima regola principale è mai lasciare l’anziano da solo per un lungo periodo di tempo. In strutture come la nostra va favorita la socializzazione: essere impegnati e fare attività che distraggono dalle proprie ansie.. Un altro elemento fondamentale è un po’ di regolare attività fisica, meglio se in compagnia può solo far bene. Ovviamente non parliamo di attività pesanti, ma una camminata della ginnastica dolce. La combinazione socializzazione e sport è il metodo migliore per combattere il cattivo umore provocato proprio dal cambio di stagione.