Il dolore negli anziani

Il dolore cronico precede cambiamenti fisici e psicosociali, che costituiscono parte integrante del problema e si aggiungono a una situazione già molto gravosa: la vita di tutti i giorni diventa particolarmente difficile, perché il dolore accompagna incessantemente le attività quotidiane e anche le azioni più semplici diventano un peso insostenibile. Il dolore, oltre a limitare le abilità fisiche e dunque l’autonomia, agisce anche sul sistema immunitario, inibendolo, con conseguente maggiore vulnerabilità alle malattie. Si deve poi considerare la dipendenza eccessiva da farmaci, che possono avere effetti secondari collaterali. «Quando il dolore persiste nel tempo, insorgono disturbi emotivi, spesso associati a umore depresso e ansia: al dolore fisico se ne affianca un altro più inquietante, caratterizzato da angoscia, tristezza, frustrazione, solitudine e paura. Si fa quindi più difficile distinguere i disagi causati dal dolore fisico da quelli derivanti dalle manifestazioni depressive, che con il passare del tempo tendono ad aumentare e a trasformarsi in una patologia a sé stante» (fonte Fondazione Onda) Al dolore cronico spesso si associano disturbi del sonno che concorrono ad aggravare la situazione: da un lato il dolore rende più difficile addormentarsi e causa frequenti risvegli notturni, dall’altro la mancanza di sonno che ne consegue influisce sulla percezione del dolore, abbassandone la soglia e dunque rendendo più vulnerabili alla sensazione dolorosa. Il dolore cronico è una vera e propria patologia e gli anziani sono una categoria particolarmente a rischio, non solo per la difficoltà di diagnosticare “correttamente” il dolore, ma anche per limiti nella comunicazione dovuti a depressione o deficit cognitivi, pregiudizi e luoghi comuni (tra cui il fatto che il dolore sia connaturato all’invecchiamento o che nell’anziano la soglia del dolore sia più alta) e per la coesistenza di diverse patologie che complicano il quadro clinico e di cura. Scompensi alimentari, fumo, sostanze da abuso ed inattività fisica sono fattori predisponenti. Oltre alla terapia farmacologica che ha la sua importanza, è fondamentale anche rassicurare l’anziano, metterlo in condizioni di poter affrontare quella che per lei o per lui è una problematica fondamentale in piena serenità.

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