
Una delle problematiche più frequenti negli anziani in seguito ad un ricovero ospedaliero o a malattia cronica è un certo declino motorio, cognitivo e morale è la sindrome da allettamento. «Questo declino si accompagna quindi alla malattia stessa portando il paziente verso una sindrome pericolosa: la sindrome da allettamento prolungato. Tale sindrome è anche detta ipocinetica. La sindrome ipocinetica non è da ritenersi una malattia vera e propria quindi, ma conseguenza di patologie ed affezioni. Nel normale decorso di una malattia degenerativa o di un post operatorio o per gli stessi pazienti anziani con diminuzione delle attività psico-motorie, soddisfare la necessità di movimento non rientra nelle priorità. Ma ciò non va assolutamente sottovalutato perché, più si rimanda l’esigenza, più aumenta la difficoltà di ripristino delle attività quotidiane» (fonte Safe Care 24). Può succedere che per la mancanza di tempo da parte di chi si prende cura del paziente o del personale ospedaliero e di Rsa. «Ma questo non deve essere di ostacolo alla promozione della mobilità al malato perché il rischio è quello di esporre il paziente a molte complicazioni, tra cui la sindrome da allettamento stessa» (Safe Care 24). A causa della sindrome ipocinetica, vi sono numerose conseguenze cui bisogna preoccuparsi. Si parla di riduzione della funzionalità muscolo-scheletrica, del sistema respiratorio, gastroenterico, cardiocircolatorio, urinario nonché neurologico. Le patologie più associabili a tale sindrome sono quelle dell’apparato muscolo-scheletrico: artrosi, artrite, osteoartrosi, fratture singole e multiple; respiratorio: ad esempio a carico dei polmoni; gastroenterico: riduzione della motilità intestinale, ulcere da posizione sdraiata; cardiocircolatorio: scompensi cardiaci, aneurismi, ictus, infarti; urinario: minore sensazione di minzione, problemi alla vescica; neurologico: depressione, demenza, neuropatie periferiche, indigenza; altre patologie quali riduzione della vista, malnutrizione, effetti collaterali dei farmaci, piaghe da decubito. Le malattie che sono state sopra elencate spesso interagiscono e ciò significa un’accelerazione della sindrome da allettamento prolungato e di sue ulteriori conseguenze. Fondamentale approccio per evitare la sindrome ipocinetica è motivare il malato. Il compito di Operatori sociali ed educatori è quello di spiegare con gentilezza e sicurezza che le persone che si curano di lui sono presenti a vegliarlo anche se egli compie dei gesti che possono risultare inutili. Vanno poi ricordati dei piccoli accorgimenti per evitare la comparsa di lesioni e/o ferite da decubito; una dieta ricca di fibre e acqua, una costante detersione in cui si cerchi di evitare la permanenza di umidità e zone bagnate (in particolare nelle pieghe del corpo) senza incorrere nell’opposta situazione di eccessiva secchezza. Si può far uso di creme idratanti e garze disinfettate, nonché di cotone per gli indumenti. Vanno poi evitati tessuti sintetici, in particolare d’estate.