
Le rughe vanno nascoste, i capelli bianchi anche, non si può fermare il tempo ma possiamo nascondere i suoi effetti: almeno per un po’. Poi i segni sul viso diventano troppo pronunciati, una crema antirughe e un fondotinta non bastano. Disperazione. Ormai la vecchiaia per alcuni è diventato un qualcosa di cui vergognarsi, ma non c’è da sorprendersi visto che nei paesi industrializzati gli anziani vengono lasciati ai margini della società. Quelli che prima erano fonte di saggezza, degni di autorità e rispetto, sono stati travolti dal progresso di una società in cui chi non è più in grado di produrre viene automaticamente scartato. Ciò che non bisogna applicare, specie in una casa di riposo è quella che in un gruppo sociologico di studio di “Skuola.net” hanno definito. L’acquiescenza deriva dalla pressione del gruppo nei confronti dell’individuo, pressione non imposta per forza in modo esplicito o attivo ma che semplicemente può anche essere manifestata attraverso la constatazione che il punto di vista altrui è corretto e regolare. Infine l’obbedienza che scaturisce da richieste e comandi esercitati da fonti di autorità dominanti all’interno del gruppo che non indirizzano verso il benessere gli ospiti. Pensiamo che ognuno di noi, in quanto individuo dotato della propria libertà, unicità e singolarità, ad esclusione di tutte quelle azioni e comportamenti che finissero per ledere la libertà altrui, sia libero di manifestare la propria personalità, le idee in cui crede, il proprio punto di vista anche e soprattutto a discapito della inestricabile rete di norme, comportamenti sociali, lacci e laccioli che imbrigliano e limitano la nostra fantasia, la nostra creatività, il nostro modo di vivere, l’impronta stessa della nostra vita.