
Gli anziani rappresentano la nostra storia. Dobbiamo tenere sempre presente che la vecchiaia non è una malattia. Ripetiamolo, perché il concetto sia ben chiaro: la vecchiaia non è una malattia. «Il ruolo delle persone anziane nelle società industrializzate ha subito una profonda trasformazione. Per millenni, nelle società pre-industriali, l’anziano ha rappresentato il pilastro portante della società basata sulla famiglia. Il più anziano era anche il più saggio, il più rispettato, colui che dettava la linea a tutti i membri familiari, e che nessuno si permetteva di contraddire. E in molte parti del mondo, lontane dalle grandi metropoli e dai ritmi di vita forzati a cui siamo abituati, è ancora così» (fonte geriamo Benessere). Questo ordine ha subito pesanti scossoni nel mondo moderno. La società in cui viviamo oggi, che ha innalzato velocità e produttività a principi fondamentali e irrinunciabili, ha relegato la figura dell’anziano in un angolo, in ombra, orfano del suo posto di primo piano. L’esperienza sviluppata nel corso di una vita, che un tempo gli avrebbe portato prestigio sociale e familiare, e attraverso questi senso di soddisfazione e gratificazione, è oggi di scarso o nessun interesse, in un mondo che è cambiato molto più velocemente di quanto egli non sia riuscito a fare. Questo cambiamento radicale, ovviamente, non è stato senza conseguenze. La percezione di inutilità sociale genera nelle persone della terza e quarta età un aumento verticale di stress e depressione. A ciò si aggiunge, aggravando la situazione, il cambiamento nella struttura stessa della famiglia. Se prima nella stessa abitazione convivevano più generazioni in un regime matriarcale o patriarcale sino alla collaborazione degli anni Sessanta e Settanta e supporto reciproci, oggi procediamo verso la disgregazione del nucleo familiare come lo si conosceva. Le persone di terza età frequentemente abbandonate a vivere da sole, in case fatiscenti, senza scambiare una parola con anima viva per l’intera giornata, che si ripete giorno dopo giorno sempre uguale. Oppure parcheggiate in strutture inefficienti, incapaci di trasmettere il calore di cui ogni essere umano ha bisogno. In questo contesto entriamo in azione noi con una Rsa che va a creare un ambiente familiare, che fa sentire l’ospite come se fosse a casa sua, che gli permette di interfacciarsi con gli operatori e le operatrici sapendo di poter contare su di loro che, ovviamente non vogliono sostituirsi ai familiari ma trasmettono umanità e gentilezza come se lo fossero. I servizi e l’assistenza erogati agli anziani di una Rsa sono importanti, ma devono essere messi a disposizione con amore e sincerità.