
Ancora una catechesi dedicata alla vecchiaia, quella all’udienza generale di mercoledì 15 giugno da parte del Papa. Lo spunto della riflessione di Papa Francesco è questa volta un brano del Vangelo di Marco. Da Vatican News le parole salienti del pontefice dedicate ad una società che tende a scartare chi non è più produttivo. Il tema è “Il lieto servizio della fede che si apprende nella gratitudine”. “Usciti dalla sinagoga, andarono nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. Egli si avvicinò e la fece alzare prendendola per la mano; la febbre la lasciò ed ella li serviva. l lieto servizio della fede che si apprende nella gratitudine (Mc 1, 29-31)” “La suocera di Simone era a letto con la febbre”, scrive l’evangelista. E Papa Francesco commenta dicendo che anche la semplice febbre in età avanzata può essere pericolosa. Per questo, da vecchi, bisogna avere pazienza con il proprio corpo e capire che cosa gli si può ancora chiedere. La malattia pesa, sull’anziano, in modo diverso e nuovo rispetto a quando si è giovani o adulti. È come un colpo duro che si abbatte su un tempo già difficile. La malattia del vecchio sembra affrettare la morte e comunque diminuire quel tempo da vivere che già consideriamo ormai breve. Si insinua il dubbio che non ci riprenderemo, che “questa volta sarà l’ultima che mi ammalo…”. Non si riesce a sognare la speranza in un futuro che appare ormai inesistente. E c’è un insegnamento nel brano evangelico che il Papa sottolinea, il fatto che Gesù non va da solo a far visita a quell’anziana donna malata, ma si reca da lei insieme ai discepoli. E Francesco prosegue dicendo che è “la comunità cristiana che deve prendersi cura degli anziani”, soprattutto oggi che il numero degli anziani è cresciuto. Dobbiamo sentire la responsabilità di visitare gli anziani che spesso sono soli e presentarli al Signore con la nostra preghiera. Gesù stesso ci insegnerà come amarli. “Una società è veramente accogliente nei confronti della vita quando riconosce che essa è preziosa anche nell’anzianità, nella disabilità, nella malattia grave e quando si sta spegnendo” (Messaggio alla Pontificia Accademia per la Vita, 19 febbraio 2014). La vita è sempre preziosa.