
Uno dei problemi degli anziani è quello dell’eccessiva sonnolenza anche diurna. «La letargia è una sindrome caratterizzata da eccessiva stanchezza, sonnolenza e mancanza di energie. La sonnolenza diurna negli anziani non deve destare preoccupazione quando si verifica per brevi periodi, come ad esempio durante il cambio di stagione, in quanto può trattarsi di un meccanismo di adattamento del corpo alle nuove condizioni climatiche e al ritorno alle normali abitudini quotidiane» (fonte amioagio). Quando la sonnolenza è eccessiva e si protrae per lunghi periodi è necessario indagare sulle possibili cause. La sonnolenza diurna negli anziani può avere origini diverse, e non è una normale conseguenza dell’invecchiamento come si potrebbe erroneamente pensare. Tra le principali cause della sonnolenza diurna negli anziani vi sono i disturbi del sonno: le persone anziane soffrono di insonnia, oppure sono costrette a svegliarsi più volte nel cuore della notte per andare in bagno. La nicturia, cioè la necessità di alzarsi di notte per urinare, non consente di dormire a sufficienza. Tante possono essere le condizioni che determinano la necessità di alzarsi di notte per andare in bagno: cistiti, prostatiti, diabete, ecc. in questo caso è opportuno consultare il medico, per approfondire le possibili cause della nicturia. La sonnolenza diurna negli anziani può anche essere dovuta all’assunzione di particolari farmaci tra cui gli ansiolitici, gli antidepressivi, i Fans, gli antipertensivi e gli ipoglicemizzanti. La sonnolenza diurna dovuta all’assunzione di questi farmaci si verifica quando se ne fa abuso o quando si assumono in maniera non corretta. Secondo uno studio pubblicato nel 2018 dalla rivista Jama Neurology, la sonnolenza diurna negli anziani può rappresentare uno dei primi sintomi della malattia di Alzheimer. Il compito degli operatori sociali e degli educatori nelle Rsa è quello, pur nel rispetto dell’anziano e dei suoi indiscutibili diritti all’autodeterminazione, è quello di stimolare durante la giornata gli anziani con attività a loro gradite in modo di mantenerli attivi e non, come spesso accade, troppo tempo incollati davanti alla televisione, strumento che, se abusato provoca un ulteriore peggioramento dell’effetto soporoso sugli anziani già assopiti.