
Interessante approfondire tutto ciò che riguarda il diritto degli anziani. Con il sostegno del Programma Europeo DAPHNE III, un gruppo di collaborazione di 10 paesi guidati da AGE ha sviluppato nel 2010 una Carta Europea dei diritti e delle responsabilità degli anziani bisognosi di assistenza e di cure a lungo termine2 come parte del loro progetto EUSTACEA. Tramite questa Carta, i partner EUSTACEA hanno inteso stabilire una struttura comune di riferimento da adottare in tutta l’Unione Europea per promuovere il benessere e la dignità delle persone anziane non autosufficienti”. Nel 2010 è stata creata anche una guida di accompagnamento complementare alla Carta, da cui attingiamo queste informazione e si rivolge in modo particolare alle persone che assistono gli anziani, ai fornitori di assistenza a lungo termine, ai servizi sociali e alle istituzioni. Inoltre, comprende suggerimenti e raccomandazioni riguardo al modo in cui la Carta può essere messa in pratica. La Carta dichiara che «Qualora nell’invecchiamento ti trovi a dover dipendere dall’aiuto e dalla cura di altri, permane il diritto al rispetto della tua dignità umana, al tuo benessere fisico e mentale, alla libertà ed alla sicurezza. Gli anziani sono fragili e spesso capita di sentire anche in Rsa queste frasi “Non ho fame, l’unica cosa che mangerei è un vasetto di yogurt, ma non riesco ad aprirlo, quindi lascio perdere” “Lo so che non dovrei dargli del denaro tutte le volte che viene, ma mi sento così solo…”. “Non far caso a quei lividi, dev’essere perché non mantiene l’equilibrio e spesso sbatte contro i mobili”. Siccome queste situazioni accadono alle persone anziane, spesso non vengono considerate come un abuso ma solo come la sfortunata conseguenza dell’invecchiamento. Quando un anziano perde la sua autonomia, diventa più vulnerabile anche alla manipolazione ed al maltrattamento fisico e/o psicologico. Senza una consapevolezza dei propri diritti, le persone anziane non possono sapere che stanno subendo abusi o discriminazioni, né sanno come reagire in maniera adatta e cercare aiuto quando si trovano di fronte a situazioni difficili o angoscianti. Coloro che si occupano della cura degli anziani devono sapere che hanno un ruolo fondamentale nel proteggere le persone anziane non autosufficienti dall’abuso. Sia i caregiver formali che informali devono imparare a riconoscere quelle situazioni in cui le persone anziane possono essere a rischio di abuso, ed essere consapevoli che è loro dovere proteggere il benessere della persona che assistono, permettendole di sentirsi sicura e fiduciosa. Gli operatori sociali e sanitari che lavorano in una Casa di Riposo dovrebbero controllare che le loro azioni rispettino le linee guida antidiscriminazione e a difesa della dignità. Devono essere in grado di informare loro famiglie come fare un reclamo formale, e quali organismi contattare per avere informazioni, consigli e guida, e come seguire il reclamo. Se può essere difficile individuare i segnali emotivi e psicologici di un abuso, qualsiasi indizio di ansia deve essere considerato come un problema serio, in particolare quando la persona soffre di demenza. Ciascun servizio o istituzione deve sviluppare una procedura articolata per aumentare la consapevolezza dei fattori di rischio e aiutare i caregiver o altro personale a conoscere cosa devono fare quando sospettano o assistono all’abuso su anziani. I reclami devono essere presi in seria considerazione e sia l’anziano che la persona che segnala l’abuso all’anziano devono essere protetti da ripercussioni negative. I programmi iniziali di formazione e i corsi di aggiornamento per gli operatori sociali formali e informali devono integrare in maniera sistematica la capacità di osservare, individuare e gestire anche i tipi più “invisibili” di abuso e discriminazione sugli anziani. È importante coinvolgere tutte le persone impegnate a promuovere il benessere e la dignità degli anziani.