Atrofia cerebrale, uno dei principali motivi del decadimento cognitivo

Il decadimento cognitivo di un anziano e di conseguenza tutto ciò che riguarda questo capitolo, demenze in primis. L’atrofia cerebrale è una riduzione permanente del tessuto cerebrale che può allargarsi all’intero organo oppure limitarsi in zone specifiche causando comunque una perdita di funzioni dell’encefalo. Dall’estensione delle aree interessate dipende l’entità della perdita. «L’atrofia cerebrale colpisce sia la sostanza grigia, ossia quello “strato” cerebrale in cui sono raccolti soprattutto i corpi cellulari dei neuroni, sia la sostanza bianca, rappresentata principalmente dalle strutture che partono dal corpo cellulare del neurone e conducono gli stimoli (gli assoni)» (fonte Brainzone.it). Se l’atrofia colpisce la parte laterale del lobo frontale o parietale sinistro del cervello si possono sviluppare soprattutto alterazioni della memoria a breve termine, del linguaggio, delle funzioni di pianificazione e legate al “prendere decisioni”. Tutte le alterazioni legate all’atrofia cerebrale si producono con frequenza anche in alcune malattie caratterizzate dalla degenerazione delle strutture nervose come le demenze (compresa la malattia di Alzheimer) o la sclerosi multipla. Le terapie non farmacologiche, applicata dall’educatore professionale, dall’animatore e dal terapista occupazionale sono mirate a mantenere le capacità cognitive residue,  in special modo per i soggetti che stanno attraversando la prima fase di decadimento. Molto importanti sono le terapie occupazionali.  I danni causati dall’atrofia comportano quindi un calo numerico e funzionale dei neuroni encefalici e una perdita delle connessioni che i neuroni stabiliscono tra loro. L’invecchiamento è la principale causa dell’atrofia cerebrale ma non è la sola, può dipendere anche da fattori come:  traumi cerebrali, episodi di ictus, malattia di Alzheimer, demenza senile, demenza frontotemporale, malnutrizione , anoressia nervosa , encefaliti di natura infettiva. Le difficoltà di “funzionamento” di un cervello che sta andando incontro ad atrofia possono manifestarsi con la riduzione nella velocità di elaborazione delle informazioni, la riduzione della capacità di ricordare soprattutto le cose appena accadute o accadute da poco (memoria a breve termine), la riduzione della capacità di collocare visivamente e nello spazio appropriato oggetti, figure, numeri, ma anche le diverse parti del proprio corpo, la riduzione della capacità di portare a termine, iniziare o condurre un discorso in modo fluente. Queste alterazioni vengono definite come alterazioni a carico dei sistemi e delle funzioni cognitive. sintomi derivanti dall’atrofia, che saranno più o meno evidenti a seconda della gravità, sono spesso correlati alla zona cerebrale colpita. Se l’atrofia colpisce una particolare area del cervello si può notare la comparsa di sintomi di affaticamento anche di notevole entità. Se è la zona limbica ad essere colpita si avranno soprattutto alterazioni dello stato emozionale e dell’umore in senso depressivo. L’impegno da parte degli operatori sanitari ed assistenziali, specie all’interno di una realtà come quella di una Rsa è mirato alla creazione di un clima sereno dove anziani con queste problematiche possano percepire un senso di protezione che contribuisca positivamente al loro benessere.

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