L’afasia, un disturbo cognitivo del linguaggio che colpisce molti anziani

Un disturbo cognitivo molto diffuso, specialmente tra le gli anziani riguarda una particolare difficoltà nell’esprimere il linguaggio. Questo disturbo è conosciuto con il nome di afasia. «L’afasia è la perdita parziale o completa della capacità di esprimersi o comprendere parole scritte o verbali. È causata da un danno alle aree del cervello che controllano il linguaggio» (Fonte Juebin Huang, MD, PhD, Department of Neurology, University of Mississippi Medical Center).  Gli anziani possono avere difficoltà a leggere, a scrivere, a parlare, a capire o a ripetere il linguaggio. Il medico, ma anche l’educatore attraverso il test MMSE (Minimental State Examination) possono solitamente identificare il problema facendo domande al paziente che attengono all’orientamento ed alla memoria a breve e lungo termine. Vengono anche eseguiti esami di diagnostica. Nei soggetti destrorsi e in circa due terzi delle persone mancine, la funzione del linguaggio viene controllata dalla metà sinistra del cervello (emisfero cerebrale sinistro). Nell’altro terzo delle persone mancine, la maggioranza della funzione del linguaggio è controllata dalla metà destra. Una lesione a una parte qualsiasi di queste aree interferisce con almeno alcuni aspetti della funzione del linguaggio. Solitamente la scrittura e il linguaggio vengono colpiti in modo simile. L’ictus ischemico, è la causa principale del disturbo della parola negli anziani. Molti ne sentono parlare ma di fatto non sanno di cosa si tratti. L’ictus ischemico è la morte di una parte del tessuto cerebrale (infarto cerebrale) dovuta a un insufficiente apporto di sangue e ossigeno al cervello in seguito al blocco di un’arteria. Si manifesta solitamente quando un’arteria che va al cervello è bloccata, spesso da un coagulo di sangue e/o da un deposito di grasso dovuto all’aterosclerosi. I coaguli di sangue in un’arteria cerebrale non causano necessariamente un ictus. Se il coagulo di sangue si rompe spontaneamente entro meno di 15-30 minuti, le cellule cerebrali non muoiono e i sintomi si risolvono. Tali eventi sono detti attacchi ischemici transitori (Transient ischemic attack o TIA). Difficoltà espressive dovute a ictus non peggiorano con il tempo. In questo caso esercizi di stimolazione cognitiva, come il gioco delle parole o scioglilingua semplici possono aiutare molto a stabilizzare la difficoltà del linguaggio.  Se la difficoltà ad esprimere il linguaggio è causato invece da un disturbo progressivo (come un tumore cerebrale che si estende), può invece peggiorare progressivamente.

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