Gli anziani anche delle Rsa si sono dimostrati più resilienti durante la pandemia

 

Una ricerca effettuata dalla psicologa Erika Borella, docente al dipartimento di Psicologia generale e direttrice del master di II livello in Psicologia dell’invecchiamento e della longevità e della Scuola di specializzazione in Psicologia della salute dell’università di Padova e riportato dalla rivista online “Live” ha tratteggiato un importante affresco sugli effetti del Covid 19 a ormai oltre due anni dallo scoppio della pandemia. I giovani più degli anziani hanno risentito maggiormente della pandemia e delle restrizioni adottate per contenerla. Sono stati i giovani, infatti, ad accusare i cambiamenti più importanti nella loro routine di vita. Le persone anziane, al contrario, non solo non hanno riportato le difficoltà dei giovani, ma hanno mostrato di essere molto più resilienti ed emotivamente stabili. I risultati di questo studio confermano ancora una volta come, all’aumentare dell’età, vi sia una diversa regolazione delle emozioni, che porta la persona anziana a privilegiare, anche in situazioni stressanti, come questa emergenza sanitaria, le emozioni positive, quelle che possono farla sentire meglio e più felice.  Gli anziani, specialmente quelli ricoverati in strutture sanitare come la nostra Casa di Riposo, acquisiscono (naturalmente parliamo di persone con ancora un buon livello di coscienza cognitiva) la consapevolezza di una prospettiva di vita limitata.  Gli anziani ottimizzano le proprie emozioni, investono il loro tempo scegliendo situazioni che li facciano sentire bene, o “rileggendo” situazioni potenzialmente negative in chiave positiva. «Tutto ciò è quello che viene chiamato un guadagno legato all’avanzare dell’età – afferma Erika Borella -, che troppo spesso si pensa essere caratterizzata solo da perdite. Ma, attenzione, questo non vuol dire che gli anziani non avessero o non abbiano tuttora paure e preoccupazioni legate alla situazione emergenziale in corso: pensiamo alle ripercussioni che questo periodo ha avuto e avrà sulla salute di questa fascia di popolazione, più a rischio di conseguenze negative se colpita dal Covid-19. A livello emotivo, tuttavia, gli anziani hanno beneficiato di una sorta di vantaggio legato a una miglior regolazione emotiva, che sembra perdurare, e questo anche grazie a uno dei paradossi che caratterizza l’invecchiamento, ossia il paradosso del benessere, secondo cui gli anziani riportano un maggior benessere psicologico rispetto ai giovani. Questi risultati italiani verranno pubblicati, speriamo, a breve». La pandemia ha sicuramente messo la persona anziana di fronte alla difficoltà di mantenere i contatti con i propri familiari, ma questo distanziamento è di natura fisica, non emotiva. Anche in questo ambito, l’anziano è avvantaggiato. L’anziano ha, infatti, assorbito i propri affetti, non ha bisogno della loro presenza fisica per sapere che ci sono. Non è così, invece, per i nipoti, per esempio, soprattutto se piccoli. Questo non vuol dire che gli affetti non manchino, ma che, ancora una volta, la gestione di questa separazione è vissuta diversamente dall’anziano rispetto ai più giovani. In seconda battuta Inoltre  la pandemia ha portato molti anziani, come abbiamo già avuto di evidenziare in altri approfondimenti , ad utilizzare la tecnologia.  Gli anziani che fino a qualche anno fa consideravano smartphone e tablet come strumenti solo per i giovani o giovanissimi, quindi una difficoltà, si sono invece lanciati in questa nuova modalità di comunicazione. C’è stato un notevole aumento nel numero di persone anziane che, proprio grazie alla forte motivazione di rimanere in contatto con i propri figli e nipoti, ma anche con amici, ha iniziato a utilizzare i social.

Leave a Reply

Your email address will not be published.*

RSA Ferrera Erbognone  Piazza Giordano Bruno Ferrera Erbognone (PV) | Powered by Advantis