
Circumnavigando intorno al pianeta anziani ci è capitato di leggere una interessante dissertazione del dottor Mario Valenti Milito medico internista del policlinico Vittore Emanuele di Catania che trattando il tema dell’invecchiamento si sofferma a parlare di prevenzione, sia dal punto di vista squisitamente medico ma anche sociale . In quella che definisce “prevenzione terziaria” dei processi di invecchiamenti asserisce che «è assolutamente importante che riesca a ridurre la tendenza alla cronicizzazione di molte patologie tipiche dell’anziano (una delle patologie più frequenti è quella da immobilizzazione, per la quale è evidente come un’azione riabilitativa possa evitare il passaggio da uno stato di infermità ad uno di completo handicap). Ma, accanto alla riabilitazione fisica, è necessaria «la riabilitazione sociale», che può avvenire con la creazione di un rapporto tra gli anziani degenti (nel suo caso in ospedale, nel nostro in Casa di Riposo) e l’ambiente sociale. Oggi dobbiamo guardare alla vecchiaia come ad una realtà inevitabile della vita, tuttavia modificabile, a cui destinare principalmente servizi preventivi, educativi e riabilitativi. L’educatore professionale si impegna, nella relazione con l’anziano, a promuovere iniziative ed attività individuali e di gruppo anche in base agli obiettivi stabiliti nei Piani Assistenziali Individualizzati. Svolge funzione di supporto nella gestione della vita quotidiana dei residenti e dei loro familiari . L’educatore ed anche animatore organizza e gestisce progetti e servizi educativi e riabilitativi all’interno dei servizi sanitari o all’interno di servizi socio-educativi, destinati a persone in difficoltà e gli anziani occupano una fetta importante della sua missione. Spesso gli anziani che giungono in Casa di Riposo non lo fanno a cuor leggero, ma costretti da varie situazioni contingenti, principalmente condizioni di salute precaria e l’impossibilità da parte dei figli o dei parenti prossimi di prendersi cura di loro a tempo pieno. L’educatore – animatore, aiutato da tutto il personale della Rsa, in modo particolare Oss e Asa, che vivono a stretto contatto con gli ospiti deve creare un clima familiare e sereno. Oltre alle attività ed i progetti che li coinvolgono per tenerli impegnati a livello fisico e mentale, che sono certamente importante, anche l’ambiente in cui vivono ed il clima che si va ad instaurare deve essere mirato al benessere ed alla serenità. Tante idee che vengono presentati alla rinfusa sono come l’evangelico seme di senapa che gettato in mezzo ai rovi viene soffocato e non dà frutto. I buoni propositi e soprattutto, le idee in cui noi stessi dobbiamo credere sono invece come il seme che gettato nella terra fertile germoglia e dà molto frutto.