Le fissazioni negli anziani, situazioni comportamentali che possono diventare patologiche

Un aspetto che va assolutamente considerato nel lavoro con gli anziani è un tratto comportamentale che può in alcuni casi diventare problematico o patologico. Parliamo delle fissazioni. Le fissazioni negli anziani possono nascere o aumentare con il passare degli anni. Solitamente sono dovute ad un graduale deterioramento cognitivo determinato proprio all’invecchiamento del corpo. In alcuni casi la situazione peggiora poiché già presente una base patologica di quello che in medicina viene definito “Doc” acronimo di disturbo ossessivo compulsivo, in altri casi invece la fissazione nasce quasi dal nulla dopo una difficoltà di ragionamento. Va prestata attenzione perché la fase di osservazione comportamentale degli anziani in Rsa, con l’aiuto naturalmente del medico di struttura o direttore sanitario, è molto importante. In alcuni casi la fissazione può essere infatti confusa con il disturbo ossessivo compulsivo e viceversa, ma sono due disturbi diversi. Nel caso delle “Doc” il soggetto che ne è affetto avverte una vera e propria necessità opprimente di svolgere una determinata azione che va assolutamente assecondata senza se e senza ma. «Le fissazioni invece sono più come un’abitudine, una mania dell’anziano che non causa l’esigenza opprimente di risponde ai pensieri fatti, ma semplicemente di attuare quell’azione per essere più tranquilli e sereni. Infatti le ossessioni compulsive condizionano la giornata in tutte le azioni, tanto da far passare in secondo piano famiglia, relazioni e attività semplici. Le manie invece non giungono fino a questo punto, non invalidando del tutto la vita dell’anziano. Le fissazioni mentali sono spesso uno dei sintomi della demenza senile, a volte accompagnati anche da illusioni sensoriali, ovvero le allucinazioni» (fonte Life). La demenza senile a corpi di Lewy è nella maggior parte dei casi la causa delle fissazioni mentali negli anziani. I soggetti affetti da fisime pensano di essere perseguitati oppure sono sicuri di essere stati derubati da chi li circonda. Il disturbo mentale non permette più di comprendere il processo causa-effetto e hanno difficoltà con le connessioni. Infatti tendono ad inserire le loro esperienze negative in un contesto per loro logico, in particolare se affetti anche da allucinazioni. Come ci si comporta di fronte a situazioni del genere? Contraddire un anziano con queste problematiche oltre a non risolvere nulla può a volte peggiorare il loro stato d’animo. Il cercare di convincerli o provare a spiegare che la situazione raccontata non è reale ma frutto dell’immaginazione più solo peggiorare la situazione.  La cura farmacologica non è sempre quella risolutiva. In caso di illusioni sensoriali è bene dotare gli ambienti dove vive l’anziano di una buona illuminazione: gli spazi devono essere possibilmente puliti, eliminando tutto ciò che potrebbe innescare l’allucinazione, per esempio  grandi superfici di vetro come un tavolo o uno specchio e nella sua stanza da letto, se necessario, gli psicoterapeuti consigliano anche di togliere le tende il cui movimento e/o ombre possono alimentare fenomeni di allucinazione. Quando si manifestano le fissazioni è bene rivolgersi all’anziano (come del resto sarebbe buona pratica in ogni situazione di difficoltà comportamentale)  con un tono pacato, parlando lentamente ed evitando d’innervosirsi. Le frasi devono essere semplici e dirette, senza metafore. Gesticolare aiuta a far comprendere meglio cosa si sta dicendo. Un atteggiamento di tensione, rabbia ed ansia non porta ad alcun beneficio

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