Come affrontare distacco e senso di colpa dei figli che ricoverano il proprio genitore in Casa di riposo

Un figlio sovente è chiamato a confrontarsi con lo stato d’animo dell’abbandono, generato dal ricovero del genitore anziano in una Casa di riposo. Questa sensazione è strettamente collegata con il senso di colpa, che spesso può causare rimorsi e ripensamenti. Il termine “colpa” proviene dal greco e vuol dire “mancare il bersaglio”. È un meccanismo che segnala un disagio e ci rimprovera ogni volta che commettiamo un errore. «La devozione ed il rispetto di un figlio nei confronti del genitore è un sentimento del tutto naturale, che può portarlo a sacrificare un’infinità di cose, nel tentativo di contrastare tale angoscia. Ma tali sentimenti non nascono come qualcosa di sbagliato o insano. Al contrario, rappresentano un fattore evolutivo importante, poiché rendono possibile un codice etico personale ed un maggior senso di responsabilità» (fonte epiCura magazine online). Se questi sentimenti però si trasformano in angoscia, se diventano eccessivi, rischiano di rappresentare un elemento di blocco piuttosto doloroso, accompagnato da emozioni negative come rabbia, frustrazione, preoccupazioni e depressione.  Il fattore scatenante di tali stati d’animo sono i sensi di colpa derivati da forti condizionamenti sociali. Tutte queste reazioni sono spesso provocate, infatti, da un riflesso del timore del giudizio generale della società quindi dall’esterno e ci spingono a credere di non esser degni dell’approvazione e della stima altrui. Sono dinamiche psicologiche che si generano in maniera più o meno articolata, combinandosi sovente differentemente a seconda dei tratti caratteriali della persona. Ma non è finita qui: secondo John Bowlby, fondatore della teoria dell’attaccamento «le persone anziane, con le loro credenze, aspettative e modalità di chiedere e offrire supporto, possono alleggerire o appesantire il carico emozionale dei più giovani». Se l’anziano istituzionalizzato rassicura i figli ed i parenti sull’utilità della sua presenza in Casa di riposo, luogo in cui è curato ed accudito sotto tutti i punti di vista, ventiquattro ore su ventiquattro, questi vive meglio il distacco con il genitore. Innanzitutto, è importante prendere sempre in considerazione le opinioni e i consigli dei genitori anziani, chiedere loro cosa pensano e da chi preferirebbero essere aiutati. Nello specifico è necessario mettere fin da subito le cose in chiaro. Non va assolutamente bene, cosa che invece a volte capita di vedere, messa in atto da alcuni figli o parenti, una certa pratica di “inganno” dell’anziano con la formula: «vai in Casa di Riposo solo per un certo periodo per qualche cura», quando invece così non sarà. La sincerità, anche se spesso può essere dolorosa, è la chiave di volta che deve caratterizzare il metodo comportamentale nei rapporti sociali ad ogni livello, ovviamente, in linea generale, non solo per questo caso. Naturalmente se l’anziano in oggetto, soffre di gravi forme di demenza e degenerazione a livello cognitivo, questi processi non possono essere attuati, ma il rapportarsi comunque con il proprio congiunto in maniera serena e facendo percepire un senso di tranquillità è senz’altro utile. Anche chi soffre di demenza senile e Alzheimer è appurato che possa avere piccoli momenti di lucidità, quindi non va trattato come un oggetto inanimato, bensì con la stessa cura e rispetto dovuto a chiunque.

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